Premessa: l’odio culturale, sociale e politico che c’è stato in Italia durante gli anni ’70 l’ho sempre condannato e ritenuto un momento buio per tutti. Morire per un ideale politico giusto o sbagliato in un Paese come l’Italia, ancora oggi, mi da i brividi. La classe politica di allora come quella di oggi non ha mai valso alcun sacrificio o atto di violenza: molti giovani sono morti per nulla e molte famiglie continuano a soffrire per questo.
Mi stupisco, già ancora mi accade, che notizie come quella di oggi trovino spazio solo per un twitter o due righe su un quotidiano online. Eppure accade che nel 2012, nella capitale d’Italia, avvengano commemorazioni in pure stile fascista come quella svoltasi oggi al Tuscolano (quartiere di Roma).
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Ogni tanto questo blog si occupa anche di notizie ed avvenimenti della realtà locale in cui il bloggher Ipnotik risiede e purtroppo spesso per questioni che non depongono a favore della città di Rieti anzi, per essere più precisi, di chi l’amministra. Molti di voi oramai non se lo ricorderanno più, altri probabilmente non lo hanno mai saputo ma, calendario alla mano, è passato quasi un anno da quando, con la consueta enfasi della politica d’accatto (dei voti) su giornali e siti web locali, il 7 Aprile del 2011, il comune di Rieti, in collaborazione con la Regione annunciava che il quartiere Città Giardino in Rieti avrebbe goduto di una nuova e straordinaria illuminazione stradale: addirittura con tecnologia a LED!
L’Assessore ai Lavori Pubblici della città di Rieti dichiarava: «Questi interventi [illuminazione pubblica al borgo e Città Giardino n.d.r] che andremo ad iniziare nel corso della prossima settimana, sono stati resi possibili attraverso i finanziamenti ottenuti grazie all’impegno del Consigliere regionale Antonio Cicchetti, fermo restando che non posso anche stavolta che essere soddisfatto e ringraziare l’intero personale del VI Settore del Comune di Rieti per il lavoro che sta svolgendo».
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Cambiano i governi ma non cambia la musica: ai cittadini si chiedeno sacrifici oltremisura e intanto si continuano a sperperare miliardi di euro per inutili operazioni militari o l’acquisto di costosissimi (ed inutili) aerei: come i 131 caccia-bombariedi F-35.
L’acquisto e l’assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all’interno dell’aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l’ennesimo spreco di soldi pubblici. La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l’appalto per la costruzione dei capannoni dall’inizio del 2011, ha cominciato i lavori. Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall’Italia). Scarse saranno le ricadute occupazionali sul territorio; al contrario queste risorse saranno sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.).
Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.
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A partire da quest’anno il blog Ipnotik.com ha istituito il “riconoscimento” ad un uomo o una donna che si sono distinti, per i più svariati motivi, nel corso dell’anno. Il Blog ha scelto, per il 2011, l’imprenditore Giovanni Schiavon morto suicida lunedì 12 Dicembre.
La sua storia, emblematica della drammatica situazione in cui viviamo in questi mesi, più d’ogni altra c’ha colpito fortemente. A lui abbiamo deciso di dedicare questo riconoscimento.
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E’ di stamane l’ultimo attentato presso una sede di Equitalia.
Un ordigno di basso potenziale, probabilmente costituito da gelatina, è stato fatto esplodere lunedì sera davanti all’agenzia di Olbia (Sassari). La deflagrazione ha fatto saltare in aria parte del portone d’ingresso. I danni sono limitati. Gli attentatori hanno agito poco dopo le 20.30 in località Colcò, alla periferia di Olbia, una zona di solito poco frequentata e in quel momento totalmente deserta. L’ordigno ha danneggiato esclusivamente la vetrata esterna dell’agenzia, non intaccando gli edifici adiacenti.
In poco più di un mese gli attentati, nei confronti della società incaricata della riscossione nazionale di tributi, sono stati cinque (inclusi pacchi bomba non esplosi). Mai, prima d’ora, s’era visto un tale concentrato di violenza nei confronti di una società pubblica. Come solito, quando non si sa che pesci prendere, si getta la colpa verso i soliti gruppi isolati di anarchici quasi fossero cisti di un organismo che, tutto sommato, è in salute. Le cose non stanno così! Sul perché tutti sono contro Equitalia (non solo con azioni violente ma anche manifestazioni civili), ci sono ragioni molto serie che dovrebbero indurre a una profonda riflessione chi ha concesso tutto questo potere, con tempi e modi sbagliati, ad un organismo che, spesso, sconfina in metodologie di recupero crediti molto simili allo strozzinaggio.
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“A Firenze hanno fatto bene. Dovevano ammazzarli tutti quanti”. E ancora: “Devono bruciarvi vivi”. Ma non siamo sulla homepage di Stormfront o di qualche altro sito neonazista, siamo nei magazzini della Sda di Buccinasco, periferia ovest di Milano. È il 16 dicembre, tre giorni dopo la strage in cui due cittadini senegalesi sono stati colpiti a morte dagli spari di Gianluca Casseri. Il bersaglio degli insulti è Mouhamadou Diop, nato in Senegal e residente in Italia da più di 25 anni. E dopo gli insulti le botte. L’uomo decide di sporgere denuncia contro gli aggressori. Che ora si difendono, raccontando un’altra versione: “Ci ha provocato e al massimo si sarà preso uno schiaffo”. Prognosi del pronto soccorso: 15 giorni” (da IlFattoQuotidiano)
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