Ieri è stato celebrato il decimo anniversario degli attentati dell’11 Settembre 2001. Quel giorno con il crollo degli edifici del World Trade Center, lo schianto al Pentagono e quello a Shanksville sono morte quasi 3000 persone: per lo più americani, ma anche cittadini di altri Paesi. Infatti le commemorazioni di ieri hanno avuto luogo non solo a Manhattan ma anche in altre parti del mondo.
Anche il Vaticano alla fine non ha potuto fare a meno di dirlo: la guerra (unilaterale) in Libia è inutile. I risultati raggiunti dagli esportatori di democrazia (con la d minuscola) sono stati stragi di civili ed esodi di massa di migliaia di disperati verso le coste italiane. Ancora una volta quella che doveva essere una guerra lampo ha messo in luce l’inutilità del mastodontico apparato bellico della NATO che, servo delle politiche interne dei Paesi dell’unione, non è stato in grado di “risolvere” la questione Gheddafi e difficilmente lo farà nei prossimi mesi.
Ascoltare, ricordare, riflettere.
Nel nono anniversario degli attentati che hanno colpito gli gli Stati Uniti l’undici Settembre 2001, l’ultima raggelante telefonata di Kevin Cosgrove,una degli oltre 3000 morti di quella tragedia. Il momento del collasso di una delle due torri, l’urlo di terrore, poi il silenzio della morte. Le immagini che vedrete sono sincronizzate con la telefonata.
E’ passato più di un anno da quando Barack Obama ha vinto le elezioni per diventare il 44° Presidente degli Stati Uniti: una vittoria carica di emozioni e di speranze per un mondo migliore. Un post nel nostro blog, che risale proprio a quel periodo, s’intitolava “Invidia”.
L’invidia era per i fortunati cittadini americani e offriva lo spunto a quanto gli Stati Uniti e di conseguenza il resto del Mondo sarebbe potuto cambiare grazie all’elezione di Obama e a tutto il suo carico di promesse. Ma da quel 20 Gennaio 2009 cosa è realmente cambiato? Il primo Presidente afro-americano della Storia ha davvero intrapreso la strada delle riforme come tutti, noi compresi, ci aspettavamo ?
In realtà le cose sono andate (finora) diversamente e quel vento di riforme e di rivoluzione non s’è neppure alzato.
La guerra in Afghanistan? Con Obama le truppe sul fronte sono aumentate di 30000 unità e la guerra ai ribelli Talebani è ben lungi dal finire.
La riforma sanitaria? Avrebbe dovuto portare l’assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini americani ma s’è arenata dopo lo storico si della Camera.
Green economy? Può attendere. Obama sceglie di finanziare la costruzione di due nuove centrali nucleari in Georgia. Per non citare poi l’esito disastroso del vertice Onu sul clima di Copenaghen anche per lo scarso interesse, la svogliatezza dimostrata dai “grandi”.
La pace? Il fin troppo frettoloso premio Nobel per la Pace avrebbe dovuto fornire lo stimolo ad un impegno ancora maggiore ma purtroppo non è andata così.
E’ ovvio che problemi così endemici non si potevano risolvere con il colpo di una bacchetta magica ma certamente la direzione intrapresa per la risoluzione di alcuni non è quella promessa in campagna elettorale (modi e tempi) e gli americani a differenza di noi italiani su queste cose hanno la memoria lunga.
Ci affidiamo al commento di Marco D’Eramo che si dichiara fan di Obama deluso a metà: “e se Obama avesse fatto promesse che sapeva di non poter mantenere e che il gruppo che ha accanto è l’espressione diretta dei gruppi di potere che hanno assecondato la sua ascesa al trono imperiale?
Il gruppo dirigente di Obama è espressione delle stesse multinazionali del gruppo dirigente di Bush: è la casta che dirige lo stesso blocco sociale. Non farà niente che non venga autorizzato dai suoi dante causa.”
In questi giorni pensavo con un pizzico di invidia ai cittadini americani che festeggiano la loro speranza in un nuovo inizio… comunque vada, loro hanno nuove aspettative e forse stanno vivendo un momento di entusiasmo, che è già qualcosa.
Si perché quello che noi non abbiamo più è proprio l’entusiasmo di emozionarci.
Ma la speranza quella no!!!! Non dobbiamo e non possiamo perderla.