Il Financial Times ripercorre la storia dell’indice di rischio paese più famoso della storia. Il Fatto Quotidiano riprende l’articolo,che vi rigiro, perché lo trovo un segno di come siano andante le cose, insieme ad altre valutazioni. Sempre con il “senno del poi” in questi giorni molti cominceranno a pensare che forse Romano Prodi non era poi così male come Presidente del Consiglio. Ora, gli indimenticabili festeggiamenti della Destra a base di mortadella nel giorno della sfiducia, appaiono sempre più come l’inizio della fine.


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Il moralista

Riesumare un vecchio post per scoprire l’assoluta attualità che esso contiene…buona lettura. Ipnotik

Leggevo le parole del nostro ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dopo gli scontri avvenuti davanti la villa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi : “Spero che chi si è reso responsabile dell’aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare”.


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Una volta era un giornalista

A volte l’irritazione che mi procura il solo parlare di certi personaggi è tale che desisto dal volerne discuterne anche quando, per una serie di eventi, sarebbe il caso di spendere qualche parola. Se l’eccezione conferma la regola ecco quella di oggi: Emilio Fede. Giornalista e presentatore del TG4, da sempre schierato dalla parte del suo datore di lavoro e presidente del Consiglio Silvio B., ultimamente salito alla cronaca per la storia del “Bunga Bunga” e di una recente aggressione subita ad opera di un “rivale d’amor incazzato”.

In realtà lo spunto del post di oggi sta tutto nel video che potete vedere qui sotto, dove quello che una volta era un giornalista, invita al pestaggio degli studenti in manifestazione contro la riforma universitaria voluta dal Ministro Gelmini.

In particolare la frase “Un popolo civile, quale noi siamo, dovrebbe menare questi studenti” è il punto su cui dover riflettere su quanto si possa essere caduti in basso. Di richiamo cossighiano (-1) Emilio Fede parlando di civiltà e Costituzione invoca il saggio uso del manganello dritto dritto sulla schiena di chi tenta (inutilmente forse) di difendere il proprio futuro e diritto a crescere nella conoscenza e nella cultura: le casalinghe di voghera arrosiscono, si bagnano e ammirano l’uomo Fede oltre la Fede. Lui piccolo uomo si accende ancora di più e davanti la telecamera da il meglio di se: il ribaltamento della realtà, un universo parallelo dove i fatti non sono più ciò che le parole spiegano. Forse è la fine dello show, sono i titoli di coda di un film inevitabilmente “Director’s Cut” del suo (non nostro) Presidente. Con l’aria di chi è vittima di un sistema in mano alla solita sinistra comunista illiberale e sovversiva, si sbraccia nel tentativo di essere il più credibile possibile.

“Non sono fazioso è che tutte le notti sogno Berlusconi”: questo è Emilio Fede, questo una volta era un giornalista. Tutto il resto è noia.

 


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Doppia personalità

Ormai sono rimasti in pochi a farci caso ma ancora una volta eccovi una segnalazione sul nostro (sic!) Presidente del Consiglio.

Solo ieri Silvio B. dichiarava dinanzi alle Nazioni Unite a New York, l’appoggio incondizionato al discorso fatto poche ore prima dal Presidente degli Stati Uniti Obama circa una serie di azioni da intraprendere per evitare la catastrofe ambientale di cui i Paesi cosiddetti civilizzati sono i principali responsabili.  In particolare Obama ha spiegato quanto fondamentale sia la riduzione dell’emissioni di anidride carbonica il prima possibile: “Dieci anni per agire o catastrofe irreversibile”.

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