Così va in Italia…

I drammatici eventi che hanno portato al naufragio della nave da crociera Concordia sono lo spunto per il post di oggi e di come le cose (ahinoi) vanno nel nostro Paese. La spacconata, spericolata e maldestra manovra, del comandante lungo la costa dell’isola del Giglio, hanno provocato vittime e danni per milioni di euro. Eppure il comandante Schettino, accusato non solo di aver causato l’incidente, ma anche di aver vigliaccamente abbandonato la nave prima dei passeggeri, non era li per caso: non diventi comandante dell’ammiraglia di una flotta di navi da crociera extralusso per caso o per capacità. Qui la dirigenza di Costa crociere le sue responsabilità ce l’ha, un inetto come Schettino era probabilmente piú addomesticabile rispetto a qualche ex-ammiraglio della Marina. La telefonata con cui il comandante guardacoste di Livorno, De Falco, ordina a Schettino di comportarsi come un vero comandante e soprattutto un vero uomo, è l’altro lato di questa vicenda e, per nostra fortuna, dell’Italia.


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Parliamoci chiaro: questa manovra “salva Italia” era inevitabile. La situazione economica in cui ci siamo trovati, dopo il “tira a campare” di chi ha governato il Paese negli ultimi dieci anni, era tale che prima o poi qualcuno doveva intervenire e farlo con una durezza legata alla straordinarietà e gravità della situazione. Quello che non va di tutto questo è che, ancora una volta, i debiti accumulati dai furbi saranno ripagati da quelli che volenti o nolenti il loro “debito” con la società l’hanno sempre saldato a fine mese. Per coloro che hanno pensato di vivere nel paese di “ben godi” (tra evasione, sprechi e quant’altro) non cambia molto, faranno spallucce e si metteranno al riparo in attesa di tempi migliori.


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Quo vadis? #doposilvio

Prendo a prestito una delle hashtag più famose di questi ultimi giorni per affrontare il tema del “day after”. La situazione economica (ma non solo) che ci lascia il Governo B.  è sconfortante. Ci vorranno anni prima che questo Paese, distrutto innanzitutto nei valori e nell’etica, possa ricominciare ad essere il modello che aveva ispirato e sostenuto la nascita dell’Europa moderna. Il debito accumulato in ogni compartimento è altissimo. A tutti (si, stavolta a tutti!) sarà chiesto di fare sacrifici! Recuperando credibilità potremo tornare a contare in Europa e nel Mondo. I proclami, la cui origine è quella di un altro ventennio che i nostri padri e madri hanno dovuto sopportare, sono finalmente finiti.  In questo articolo apparso su ilquotidianoweb.it a firma di Franco Cimino ben riassume il berlusconismo e tutto quello che ne è derivato.

 


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Arroganza!

S’è scritto tanto in questi giorni sul brutto episodio che ha coinvolto il Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta. Ancora una volta le istituzioni che Ministri e PresDelCons di questa legislatura rappresentano ne sono uscite vilipese, umiliate. Questa politica becera e logora ha ormai mostrato la corda e quest’ultimi episodi sono il risultato di un nervosismo che sa di fine ciclo. Il Paese però ne esce con le ossa rotte. Dall’ormai proverbiale “italiani, pizza spaghetti e mandolino” siamo passati al “BungaBunga” in un rincorrersi al peggio che sembra non aver mai fine. Nell’episodio dei “precari come parte peggiore d’Italia” Il Ministro Brunetta ha sbagliato due volte: la prima quando gratuitamente e senza provocazioni (ma anche fosse stato così?) ha umiliato una categoria di uomini e donne che in Italia sono il 55% della popolazione e che nel bene e nel male saranno la generazione dei prossimi 20 – 30 anni (quindi da crescere ed istruire nel miglior modo possibile). Ha sbagliato ancora quando non ha saputo cogliere l’occasione di chiedere scusa o perlomeno di tacere e ha replicato ad inequivocabili immagini come farebbe chi, colto in fragrante, nega a prescindere come ultima ancora di salvataggio.

 

 

Fa male che i cittadini abbiano un confronto poco civile con chi li rappresenta, fa male che Ministri che dovrebbero cogliere questi momenti per poter dare il meglio di se facciano l’esatto contrario. Gli ultimi risultati delle amministrative e poi dei referendum hanno dettato un cambio marcia partito dal basso. A mente fredda potremmo dire che gli italiani si sono riappropriati della politica intesa come bene comune.

Il consiglio che mi viene in mente da dare a tutti quelli che hanno reso possibile questo cambiamento è: restiamo uniti, calmi, non reagiamo alle provocazioni di chi è con l’acqua alla gola e anche le ultime mura del castello cadranno. Poi dipenderà da noi.

 

 


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Sempre più ignoranti!

E’ chiaro: una massa di persone deboli economicamente e culturalmente sottosviluppate sono più facilmente malleabili. Chi parla alla pancia della gente come il Ministro (sigh!) Bossi è per buona parte del Nord Italia un esempio da seguire quando in un Paese normalmente acculturato sarebbe poco più che un fenomeno da baraccone. Ecco che girovagando per la rete mi sono imbattuto in un sito ed il post che segue. Vi invito a visitarlo (link in calce all’articolo) perché è lungimirante in questo senso. Buona lettura.

“Dopo i teatri, gli enti lirico-sinfonici, le scuole pubbliche, è la volta dei musei italiani a patire il taglio delle risorse destinate alla cultura. Ormai la cultura del bello e delle arti, qui in Italia, è destinata a sparire progressivamente e siamo già a buon punto in fatto di degrado culturale. I tagli sistematici che il governo Berlusconi ha progettato per il nostro Paese passano sempre in sordina (se passano, quando passano), ma gli effetti dirompenti stanno già assumendo dimensioni apocalittiche.
Come da screanzato sogno futurista *, i musei devono soccombere. Molte strutture accusano problemi amministrativi e persino l’impossibilità di far fronte alle spese per l’elettricità. Naturalmente c’è la propaganda di regime che, attraverso la tv, sbandiera le rare iniziative pregevoli (come i musei ad ingresso gratuito o serale) che servono soprattutto a gettare fumo negli occhi, a nascondere il disastro provocato da questo governo fascista e guerrafondaio. Già, perché i fondi destinati alla cultura confluiscono nei progetti militari, nell’acquisto di cacciabombardieri, negli investimenti sul potenziamento delle strutture casermali, nei rifinanziamenti delle missioni di guerra e così via. Non c’è che dire, nel governo Berlusconi c’è una grande intesa tra Bondi e La Russa.
Ma non basta. I soldi che erano destinati alla cultura adesso servono anche per implementare il progetto del TAV. Così un gruppo di docenti del Dipartimento di materie artistiche dell’Istituto Superiore regina Margherita di Torino,


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Secondo Rosy Bindi, la sceneggiata domenicale di Gheddafi, che ha convocato in un albergo romano 500 hostess nostrane per impartir loro una lezione di Corano e tentare di convertirle all’Islam,riuscendoci,pare,con tre di loro,è un’umiliazione per le donne italiane.Secondo noi è molto peggio. E’un umiliazione per tutto il nostro paese in questi giorni costretto a essere sede non solo delle stravaganze ma degli arbitri di un uomo di stato che a casa nostra, grazie al suo petrolio, e alla sua amicizia con Berlusconi, si sente padrone assoluto e si comporta come tale, arrivando a organizzare un reclutamento alla religione musulmana di bellezze nostrane. Se al suo paese uno statista straniero si dedicasse ad attività del genere bene che gli andasse sarebbe cacciato a calci nel sedere con l’inevitabile seguito di una rottura delle relazioni diplomatiche e del congelamento dei rapporti commerciali.
In Italia, salvo Rosy Bindi e pochi altri, nessuno sembra invece avere da ridire.
Neppure in seno all’opposizione. Neppure nei santi palazzi vaticani. Quanto all’atteggiamento del governo è riassumibile in due notizie: quella del ricevimento organizzato da Berlusconi in onore di Gheddafi, cui sono invitate 800 persone.-naturalmente a spese del contribuente- e la celebrazione dell’anniversario del trattato di amicizia italo-libica con lo spettacolare carosello dei cavalieri dell’arma dei carabinieri. Era stato mai fatto tanto per un Presidente degli Stati Uniti? No, che ci risulti. Ma Gheddafi è l’uomo che nei nuovi passaporti per i suoi concittadini compare fotografato assieme a Berlusconi, uomo, quest’ultimo, che sa essere riconoscente, anche a costo di compromettere la faccia del suo paese.


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