Pubblicato da Ipnotik il 30 mar, 2012 su Ambiente, Blog | Commenti disabilitati
C’è un killer del clima che si nasconde a casa tua. Si chiama Enel e l’arma che utilizza è il carbone. Enel dice di essere “l’energia che ti ascolta”, ma finora non ha mai voluto dare ascolto a nessuna delle proteste di Greenpeace. Con il tuo aiuto oggi possiamo fermarla.Per farlo GREENPEACE ha creato il R.I.C. (Reparto Investigazioni Climatiche), una squadra di agenti speciali che da la caccia a Enel, colpevole di reati contro il clima, l’ambiente e la nostra salute. Da qui ai prossimi mesi, il R.I.C. porterà alla luce tutti gli indizi e i crimini collegati allo sporco business del carbone. Tu puoi far parte della nostra squadra.Il carbone è responsabile di più del 40% di tutte le emissioni di CO2 a livello globale e rappresenta la fonte peggiore e più inquinante per la produzione di energia elettrica. Con il tuo aiuto oggi possiamo fermarla.
Persi tra le prediche di Celentano, la crisi economica globale ed i cinque centimetri di neve a Roma, sono rimasti in pochi a pensare a quella bomba ecologica in bilico sui costoni dell’isola del Giglio. In un video pubblicato dal quotidiano Il Tirreno e girato dall’ISPRA si vede l’enorme nave da crociera che «poggia, a poppa e a prua, su due soli speroni di roccia, uno dei quali all’apparenza profondamente lesionato».
Sono passate due settimane dalla tragedia della Costa Concordia e, dopo i morti, adesso rischiamo un disastro ambientale. Cosa fa il Governo? Prima promette misure di sicurezza per regolamentare il traffico e ora, invece, si parla di semplici “accordi volontari” con le compagnie.
Greenpeace, in occasione della conferenza mondiale sul clima che si sta svolgendo a Durban, ha lanciato una nuova iniziativa per sensibilizzare il pubblico sul caos climatico a cui stiamo tutti assistendo da qualche tempo. Gli eventi del 4 Novembre scorso di Genova sono emblematici e non casuali. Il 2010, seguito da 2005 e 1998, è stato l’anno più caldo da quando si effettuano misurazioni scientifiche globali (metà Ottocento). E lo stesso vale per il decennio 2001-2010, che ha visto le più alte temperature dei tempi moderni, superando l’ultimo decennio del Ventesimo secolo. Il riscaldamento è stato particolarmente forte in Africa, in alcune aree dell’Asia e dell’Artico, dove alcune regioni hanno assistito a un rialzo termico tra 1,2 e 1,4 gradi rispetto alla media storica. Nel dicembre 2010, la banchisa polare artica ha raggiunto il minimo mensile storico con una superficie di 12 milioni di chilometri quadrati, 1,35 milioni sotto la media di dicembre del periodo 1979-2000.
In Italia sono ancora troppo pochi i produttori di tonno in scatola che hanno deciso di adottare precisi principi di sostenibilità, senza contare che un marchio 100% sostenibile ancora non esiste.
È un po’ come quando, alla terza settimana del mese, i soldi sono già finiti: trovare il modo di arrivare al traguardo, di stringere la cinghia per qualche giorno ancora, può diventare un esercizio molto difficile. C’è il rischio di dover fare debiti; e i debiti, presto o tardi, si pagano.
Una delle cose di cui vado più orgoglioso è l’essere un sostenitore di Greenpeace, una delle realtà ONG (organizzazione non governativa) più seriamente impegnata nella salvaguardia dell’ambiente e che spesso ricorre ad azioni eclatanti per la sensibilizzazione delle persone. In Italia Greenpeace è stata artefice del successo contro il nucleare e grazie a tutti i suoi sostenitori oggi è giunta ad un altro clamoroso successo.
Se non fosse per qualche flash ANSA o degli aggiornamenti di Greenpeace, l’unica novità sul disastro nucleare di Fukushima sarebbe il rapporto datato 22 Luglio pubblicato sul sito della IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica):
Da Greenpeace Italia arriva una nuova ed importante campagna d’informazione contro le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Con il solo spirito goliardico ed indipendentista che li contraddistingue stavolta puntano il dito (e a ragion veduta) contro Volkswagen ed in tre punti ci spiegano perché:
Greenpeace la chiama rivoluzione silenziosa, noi grandi speranze. Stiamo parlando delle energie rinnovabili che ora, gioco forza e per fortuna aggiungerei, hanno trovato nuovi impulsi al loro divenire realtà alternative ai combustibili fossili.