Il governicchio degli insulsi e degli arrogantelli, meglio conosciuto come governo Monti, sta lanciando l’agenda digitale con grande spiegamento di forze. Pare infatti che nonostante le aziende chiudano, gli imprenditori si suicidino e sempre più persone vivano sotto la soglia della povertà, la priorità assoluta sia ammodernare i siti internet del governo. Creperemo di fame, ma lo faremo da veri fiki dell’era moderna!
Pubblicato da Ipnotik il 22 apr, 2012 su Blog, Politica | Commenti disabilitati
Molti di quelli che leggono questo blog hanno un’idea precisa di quale sia il mio pensiero circa la politica italiana. Ho sempre cercato di proporre, con accento critico, problematiche vicine ai cittadini sia in senso nazionale che locale. Come certamente saprete il 6 e 7 Maggio saremo chiamati ad eleggere, per scadenza naturale e per elezioni anticipate, sindaci e coalizioni. Avevo scelto di vagliare attentamente quelle forze politiche che sarebbero scese in campo nella mia città (Rieti) e portare avanti, indipendentemente e a puro titolo personale, la lista che avrei ritenuto lodevole di ricevere il mio voto. L’ho fatto e ho scelto di non votare. Per anni ho cercato di convincere la gente ad andare a votare, all’importanza del voto come partecipazione attiva alla res-pubblica. Ora non me la sento più di convincere chi non volesse andare al seggio elettorale, per cosa poi? Abbiamo un Governo nazionale, non eletto dai cittadini, in cui le forze della ex-maggioranza e dell’opposizione sono un tutt’uno solidale con banchieri e tecnici che ci stanno spellando vivi. Non un dito di protesta si solleva: sindacati e politici, che fino a ieri demonizzavano tutto e tutti, ora tacciono e servili attendono il boccone del rimborso elettorale. Vergogna!
Cambiano i governi ma non cambia la musica: ai cittadini si chiedeno sacrifici oltremisura e intanto si continuano a sperperare miliardi di euro per inutili operazioni militari o l’acquisto di costosissimi (ed inutili) aerei: come i 131 caccia-bombariedi F-35.
L’acquisto e l’assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all’interno dell’aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l’ennesimo spreco di soldi pubblici. La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l’appalto per la costruzione dei capannoni dall’inizio del 2011, ha cominciato i lavori. Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall’Italia). Scarse saranno le ricadute occupazionali sul territorio; al contrario queste risorse saranno sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.).
Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.
Premessa: questo nuovo Governo doveva nascere un anno fa, quel famoso 14 Dicembre 2010 e che, a causa dei vari Scilipoti (munnizza), non è stato possibile realizzare. Ad Agosto di quest’anno è suonato l’ultimo campanello per tentare di riportare la barra della Nave-Italia dritta. Sono convinto (spero di sbagliarmi ovviamente) che il tempo per uscire dalla crisi sia irrimediabilmente scaduto e per i prossimi anni potremo solamente limitare i danni. Il Governo nato oggi servirà a ben poco. Ma si sa la speranza…
Prendo a prestito una delle hashtag più famose di questi ultimi giorni per affrontare il tema del “day after”. La situazione economica (ma non solo) che ci lascia il Governo B. è sconfortante. Ci vorranno anni prima che questo Paese, distrutto innanzitutto nei valori e nell’etica, possa ricominciare ad essere il modello che aveva ispirato e sostenuto la nascita dell’Europa moderna. Il debito accumulato in ogni compartimento è altissimo. A tutti (si, stavolta a tutti!) sarà chiesto di fare sacrifici! Recuperando credibilità potremo tornare a contare in Europa e nel Mondo. I proclami, la cui origine è quella di un altro ventennio che i nostri padri e madri hanno dovuto sopportare, sono finalmente finiti. In questo articolo apparso su ilquotidianoweb.it a firma di Franco Cimino ben riassume il berlusconismo e tutto quello che ne è derivato.
Una vita politica vissuta ad personam, 19 anni di umiliazioni per il Paese. Pubblichiamo l’elenco delle leggi “Ad Personam” volute da Silvio Berlusconi.
Il Financial Times ripercorre la storia dell’indice di rischio paese più famoso della storia. Il Fatto Quotidiano riprende l’articolo,che vi rigiro, perché lo trovo un segno di come siano andante le cose, insieme ad altre valutazioni. Sempre con il “senno del poi” in questi giorni molti cominceranno a pensare che forse Romano Prodi non era poi così male come Presidente del Consiglio. Ora, gli indimenticabili festeggiamenti della Destra a base di mortadella nel giorno della sfiducia, appaiono sempre più come l’inizio della fine.
“Il Rendiconto passa con 321 astensioni. La maggioranza assoluta a Montecitorio è di 316 deputati. Le opposizioni garantiscono numero legale ma non partecipano.”
Le notizie che giungono anche oggi dalle borse europee non sono confortanti. In queste ore gli addetti ai lavori lo definiscono “profondo rosso”. Il differenziale tra BTP e BUND oramai avanza di record in record. Il significato è uno solo: non siamo più un Paese credibile, a prescindere da quello che facciamo. I titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) perdono al confronto con quelli tedeschi (Bund) e il grafico qui sotto vi può dare l’idea del trend. Questo è l’indice della salute finanziaria dell’Italia, della credibilità a confronto con la Germania. La BCE risponde acquistando titoli di Stato italiani e spagnoli, ma la mossa non sembra al momento produrre effetti sui titoli italiani. Sul fronte politico il presidente Silvio Berlusconi, del quale in tanti chiedono le dimissioni, lunedì affermava che questa tempesta non dipende da lui. I più catastrofisti (o realisti, dipende dai punti di vista) indicano la giornata di oggi come quella di non ritorno. La nostra situazione economica è prossima al fuori controllo. Solamente l’imprenditore più bravo degli ultimi 150 anni poteva credere che la chiusura della Borsa di Milano con il segno positivo nel giorno della lettera alla BCE era indice di fiducia dei mercati. In realtà era solo l’ennesima mossa speculativa operata sul nostro mercato dai soliti noti che solo Berlusconi e Tremonti sembrano non conoscere. Che cosa fare? Cosa c’è da salvare?
Comunque vada, la lettera che il nostro Governo si appresta a consegnare alle Ue, un pregio ce l’ha: quello di aver finalmente, messo nero su bianco le attività di rilancio e ristrutturazione economica concepite da Tremonti & Co. Se fossimo in un film avrei pronto un finale spettacolare. Al momento della lettura, uno stupito (ma non troppo) Herman van Rompuy troverebbe un foglio bianco. Perché sostenitori o meno, tutti dovremmo riconoscere che questo è un Governo, in tre anni di assoluta maggioranza, ha fatto poco o nulla per tutelare i propri cittadini dalla crisi globale. Qualunque sarà il contenuto della lettera d’intenti (in pensione a 67 anni, licenziamento facile per crisi, ecc…) la sostanza non cambierà.