Gheddafi: ricordiamolo così!

L’errore commesso da Gheddafi è stato quello in cui cadono quasi tutti i dittatori di questo mondo: l’essere rimasto sempre uguale a se stesso. Magari se fosse stato più accondiscendente oggi sarebbe ancora al suo posto circondato dalle valchirie. Invece, da un giorno all’altro, s’è ritrovato da grande statista e liberatore dell’Africa (i capi di stato dei vari Paesi europei cosí ce l’hanno presentato) a sanguinario stragista colpevole di immonde pulizie etniche. In realtà Gheddafi è sempre stato un dittatore egocentrico tradito proprio dai suoi amici più “cari”, gli stessi che fino a qualche mese fa lo consideravano come un simpatizzante democratico, certamente un po bislacco, forse un po troppo “eccentrico” ma alla fine un alleato da tenersi stretto e con cui fare affari. Già gli affari ed è così che Muammar s’è ritrovato sotto le bombe sganciate da quelli che fino a ieri gli baciavano la mano…in segno di amicizia s’intende. Allora ripercorriamo in un album fotografico pieno di belle facce sorridenti e tante strette di mano i momenti piú “felici” in cui lui, dittatore tra gli esportatori di democrazia, si beava di cotanta fama. Ah, quanti bei ricordi…


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Anche il Vaticano alla fine non ha potuto fare a meno di dirlo: la guerra (unilaterale) in Libia è inutile. I risultati raggiunti dagli esportatori di democrazia (con la d minuscola) sono stati stragi di civili ed esodi di massa di migliaia di disperati verso le coste italiane. Ancora una volta quella che doveva essere una guerra lampo ha messo in luce l’inutilità del mastodontico apparato bellico della NATO che, servo delle politiche interne dei Paesi dell’unione, non è stato in grado di “risolvere” la questione Gheddafi e difficilmente lo farà nei prossimi mesi.


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Gli amici se ne vanno

La Libia per forza di cose non è, per noi italiani, un Paese del Nord Africa come gli altri. Dal punto di vista economico rappresenta un partner strategico di non secondaria importanza e senza dimenticare i trascorsi storici coloniali di mussoliniana memoria. Ma da parte del nostro Governo e dell’Europa, un assordante silenzio ha, finora, contraddistinto le giornate di rivolta della popolazione libica nei confronti del dittatore, assassino del suo popolo, Gheddafi.

Scrive


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L’insostenibile.

Il Governo di questo sempre più fottuto Paese oramai s’è ridotto a pulire il culo al “ducetto” di turno per gli interessi di pochi che ci guadagnano milioni di euro tra contratti, appalti e concessioni. Ma siccome i fessi che lo hanno votato continuano come giullari a sollazzarne il gozzo sempre più statuario anziché porre la questione sui problemi reali dell’Italia allora lo ribadiamo qui oggi in questo post denunciando l’ennesimo, ultimo in ordine di tempo, esempio di immobilità politica e paralisi delle istituzioni democratiche.

Il gravissimo, intollerabile e vergognoso


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Secondo Rosy Bindi, la sceneggiata domenicale di Gheddafi, che ha convocato in un albergo romano 500 hostess nostrane per impartir loro una lezione di Corano e tentare di convertirle all’Islam,riuscendoci,pare,con tre di loro,è un’umiliazione per le donne italiane.Secondo noi è molto peggio. E’un umiliazione per tutto il nostro paese in questi giorni costretto a essere sede non solo delle stravaganze ma degli arbitri di un uomo di stato che a casa nostra, grazie al suo petrolio, e alla sua amicizia con Berlusconi, si sente padrone assoluto e si comporta come tale, arrivando a organizzare un reclutamento alla religione musulmana di bellezze nostrane. Se al suo paese uno statista straniero si dedicasse ad attività del genere bene che gli andasse sarebbe cacciato a calci nel sedere con l’inevitabile seguito di una rottura delle relazioni diplomatiche e del congelamento dei rapporti commerciali.
In Italia, salvo Rosy Bindi e pochi altri, nessuno sembra invece avere da ridire.
Neppure in seno all’opposizione. Neppure nei santi palazzi vaticani. Quanto all’atteggiamento del governo è riassumibile in due notizie: quella del ricevimento organizzato da Berlusconi in onore di Gheddafi, cui sono invitate 800 persone.-naturalmente a spese del contribuente- e la celebrazione dell’anniversario del trattato di amicizia italo-libica con lo spettacolare carosello dei cavalieri dell’arma dei carabinieri. Era stato mai fatto tanto per un Presidente degli Stati Uniti? No, che ci risulti. Ma Gheddafi è l’uomo che nei nuovi passaporti per i suoi concittadini compare fotografato assieme a Berlusconi, uomo, quest’ultimo, che sa essere riconoscente, anche a costo di compromettere la faccia del suo paese.


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