Il Governo che ci negò il futuro!
Pubblicato da Ipnotik il 30 ago, 2011 su Blog, Politica, Sociale | 5 commentiSe fosse una favola sarebbe quella del proverbiale cetriolo di Hans Christian Andersen, ma è realtà e senza esagerare la mossa del Governo nella riunione fiume di ieri ha decretato che del futuro dei cittadini lavoratori non gliene frega niente. In quella che doveva essere una riunione di assestamento della manovra economica urgentemente richiesta dallo stato dei nostri conti, c’è stato un ribaltone che ancora una volta ha sentenziato l’iniquità di una classe politica che favorisce chi gioca sporco e così si arricchisce, mentre chiede sacrifici oltre ogni ragionevole senso logico sempre e soltanto ai lavoratori dipendenti. Da oggi, salvo ripensamenti, il calcolo sull’età pensionabile verrà effettuato solo in base agli “effettivi anni di lavoro” e non dovrebbe più tener conto degli anni di servizio militare prestati e degli anni universitari (patto di lealtà cittadini-Stato tradito). In pratica dovremo andare in pensione più tardi e chi ha chiesto il riscatto degli anni universitari (pagando anche 30.000 euro) non potrà più utilizzarli per la pensione: siamo arrivati al punto di non ritorno, ci stanno negando persino i nostri diritti! Ma c’è una cosa che stupisce e mi fa incazzare più del solito: l’indifferenza della gente. Non una sola voce di protesta finora si è alzata, non un solo riferimento a quest’incredibile rapina autorizzata è stato fatto nelle interviste a caldo dei nostri (purtroppo) rappresentanti d’opposizione. Tutti sono presi in altre faccende come i tagli delle Province (unica cosa da benedire se fosse portata fino in fondo) ed esprimono la soddisfazione verso il dietro-front sulla tassa di solidarietà per i redditi più elevati. Insomma ci sarebbe da scendere in piazza come in altri Paesi è accaduto ma tutti NOI (mi ci metto dentro anch’io) siamo talmente diseducati al senso civico di una Nazione, anestetizzati dalla televisione, privi del senso della collettività che non siamo più in grado nemmeno di alzare la voce e, a testa china, continuiamo a lasciar fare. Siamo implosi senza più il coraggio delle idee! Siamo morti che camminano alla mercé di chi decide del nostro futuro ma anzi lavora tutti i giorni per cancellarlo. Sempre più mi rendo conto che loro, i politici, sono ciò che vorremmo essere: pieni di soldi, incuranti del destino del proprio vicino di casa, pronti a compromessi con tutto e tutti pur di mantenere il proprio status-quo di privilegiati.


