C’era una volta, Roma ladrona!

Il mito (falso) del cielodurismo leghista alla fine è crollato. Anche lo slogan “Roma ladrona, la lega non perdona” s’è dissolto tra videocamere nascoste, cartelle segrete, avvisi di garanzia. Il tutto ha messo in luce che, in realtà, di duro e puro alla lega c’erano (forse) solo le parole che per anni hanno imbonito un popolo troppo spesso ignorante e accondiscendente verso chi faceva creder loro di essere al centro del mondo, gli unici veri produttori di ricchezza ed ingiustamente sfruttati dal fancazzismo dei terroni. Ora che il sogno è terminato al popolo leghista rimangono solo le macerie di un partito che predicava d’essere diverso dai ladroni che sedevano al parlamento romano e invece prendeva il malloppo dei rimborsi elettorali (18 milioni di euro) per i bisogni della family.


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Non sottovalutatelo!

Come sapete, se siete lettori assidui di questo Blog, la mia posizione riguardo le Amministrative di quest’anno è stata “not in my name”. Non credo che ci sia una forza politica in grado di consentire il salto di qualità necessario alla città di Rieti e quindi ho ritenuto coerente non andare al voto anziché tapparmi il naso dentro un seggio. Se a Rieti non ci sono state novità elettorali di rilievo e sarà un caso ma le liste civiche hanno avuto un consenso bassissimo, denotando un’impreparazione generale sia tra l’elettorato che tra i promulgatori, qualche novità degna d’attenzione s’é vista qua e la per il Paese. Senza dubbio la più evidente é stata il successo della lista civica “guidata” dal comico Beppe Grillo : il movimento a 5 stelle. Nata dai Vaffa Day ha raggiunto un ottimo consenso popolare, eletto un sindaco ed è andata al ballottaggio per altri due. Mentre i nostri politici, con la consueta lungimiranza che oramai li contraddistingue lo hanno definito demagog e lo ritengono più un fenomeno di protesta che un vero movimento c’é chi, più intelligentemente, gli dedica un articolo con qualche considerazione in più. Sul TIME di questa settimana, a firma di Stephan Faris, il fenomeno Movimento 5 stelle è stato seriamente preso in considerazione.


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Tra i due litiganti…

Citando i proverbi si va sempre sul sicuro, se poi siamo a Rieti è un gol a porta vuota. Terminato il primo turno delle amministrative nel capoluogo Sabino, attendiamo il ballottaggio per  conoscere il nome del nuovo sindaco e relativa giunta. Tutto rinviato a quindici giorni con i due sfidanti pronti a darsi battaglia: Antonio Perelli, candidato di Pdl, Fiamma Tricolore, Pri, Lista Civica-Citta’ Nuove e Lista Civica Antonio Perelli sindaco e Simone Petrangeli, candidato sostenuto da Pd, Sel, Rifondazione comunista-Comunisti italiani, Psi, Idv e due liste civiche . Se non fosse che siamo a Rieti la sfida sarebbe finita prima di cominciare: difatti Petrangeli ha già al primo turno sfiorato l’elezione ottenendo il 42,94% delle preferenze, mentre  di molto distaccato il pidiellino Perelli ha ottenuto solo il 27%.  Allora perché non siamo (conti alla mano) sicuri che il nuovo sindaco di Rieti sarà, per la prima volta dopo 20 anni, un esponente di sinistra?


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Incazzatevi!

In questi giorni se girate a piedi per la città di Rieti, ma il discorso vale per tutte le città d’Italia, fatti 100 metri vi ritroverete a parlare con persone che non vedevate o sentivate da anni. Con l’aria di chi vuole essere il vostro migliore amico vi tendono un biglietto con malcelato orgoglio. Chi sono? Sono conoscenti, pseudo-amici, vicini di casa, ex-colleghi, ex e basta. Cosa vogliono? Il vostro voto. Perché?  Ne hanno un dannato bisogno.

Ve lo spiegheranno chiaramente e senza giri di parole: a loro non interessa starvi a fare il pistolotto sui programmi, sulle idee, sulle possibili soluzioni alla crisi, su cosa sono disposti a fare se saranno eletti. A loro interessa il vostro voto e basta, un salto di fede nei loro confronti. Non chiederanno il vostro parere, non gli interessa per chi avete votato l’ultima volta e non vi ascolteranno nemmeno se proverete a spiegare che per voi la politica è finita. Vogliono solo il vostro voto. Ma non lo meritano perché il loro unico scopo, prima di sparire per altri 5 anni dalla vostra vita, è quello di sottrarvi il bene più prezioso che avete in questo momento: il vostro voto! Sono sempre gli stessi, con la loro faccia di bronzo. Vi parleranno di rinnovamento, di ricrescita culturale, di rivoluzione sociale. Non credete alle loro bugie. Perché sono mentitori, venditori di fumo, parassiti che aspettano solo di portarsi a casa lo stipendio da consigliere, da parlamentare, da assessore. Il loro momento migliore sarà quando porteranno a compimento il vero progetto politico: arricchirsi, alimentare la casta ed il trucco sarà provare a convincervi che non è così. Non credeteci. I demagoghi sono loro. Non cedete ai loro ricatti morali ripudiando un’intera classe politica e quelli che stanno provando a prendere il loro posto.


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Non ci metto la faccia!

Il governicchio degli insulsi e degli arrogantelli, meglio conosciuto come governo Monti, sta lanciando l’agenda digitale con grande spiegamento di forze. Pare infatti che nonostante le aziende chiudano, gli imprenditori si suicidino e sempre più persone vivano sotto la soglia della povertà, la priorità assoluta sia ammodernare i siti internet del governo. Creperemo di fame, ma lo faremo da veri fiki dell’era moderna!


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Ho di meglio da fare, io non voto!

Molti di quelli che leggono questo blog hanno un’idea precisa di quale sia il mio pensiero circa la politica italiana. Ho sempre cercato di proporre, con accento critico, problematiche vicine ai cittadini sia in senso nazionale che locale. Come certamente saprete il 6 e 7 Maggio saremo chiamati ad eleggere, per scadenza naturale e per elezioni anticipate, sindaci e coalizioni.  Avevo scelto di vagliare attentamente quelle forze politiche che sarebbero scese in campo nella mia città (Rieti) e portare avanti, indipendentemente e a puro titolo personale, la lista che avrei ritenuto lodevole di ricevere il mio voto. L’ho fatto e ho scelto di non votare. Per anni ho cercato di convincere la gente ad andare a votare, all’importanza del voto come partecipazione attiva alla res-pubblica. Ora non me la sento più di convincere chi non volesse andare al seggio elettorale, per cosa poi?  Abbiamo un Governo nazionale, non eletto dai cittadini, in cui le forze della ex-maggioranza e dell’opposizione sono un tutt’uno solidale con banchieri e tecnici che ci stanno spellando vivi. Non un dito di protesta si solleva: sindacati e politici, che fino a ieri demonizzavano tutto e tutti, ora tacciono e servili attendono il boccone del rimborso elettorale. Vergogna!


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La Sanità a Rieti (Parte II)

Lo scorso 5 Marzo 18 associazioni della Provincia di Rieti riunite nel Comitato Reatino per il Diritto alla Salute organizzavano un incontro con i rappresentanti regionali Lidia Nobili, Gabriella Sentinelli, Mario Perilli e Antonio Cicchetti per chiedere il loro intervento in difesa del diritto alla salute dei cittadini reatini in risposta al piano di rientro per il grave deficit della sanità previsto dalla Regione Lazio che avrebbe determinato a Rieti la progressiva perdita di competenze e competitività e la sopravvivenza stessa di servizi essenziali.

Per tutta risposta in questi ultimi giorni è stato pubblicato il riparto dei fondi per i servizi sociali della Regione con tagli che colpiscono la sola provincia di Rieti di oltre il 30% dei fondi; tagli che si abbatteranno soprattutto sui territori più disagiati e che non consentiranno neanche l’erogazione dei LIVEAS (livelli essenziali di assistenza).

A questa notizia fanno eco le drammatiche previsioni del Direttore Generale della Asl che minaccia l’interruzione di alcuni servizi fondamentali in caso non venga approvata la richiesta di deroga al blocco della assunzioni. Gianani spiega che l’attuale organico aziendale non è adeguato né sufficiente a garantire neanche i LEA (livelli essenziali di Assistenza).


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Il peggio e il meglio del Paese

Il peggio del Paese viene sempre da quelli che, in teoria, dovrebbero essere esempio di virtù ed aver senso dello Stato. Si! Sono sempre loro: i politici. Inutile ribadire che viviamo in un momento che storicamente vede questi nefasti figuri come una delle principali cause dello stato di profonda crisi economica, ma anche sociale e morale in cui ci troviamo. Per oltre un ventennio (strana assonanza) si sono fatti i cazzi loro, ignorando i problemi in cui il Paese si trovava, legiferando solo in favore  degli amici degli amici, estranei a qualsiasi interesse per i cittadini. Chi dice il contrario filosofeggia sul nulla. Se con Scilipoti pensavamo di aver visto il peggio dobbiamo ricrederci: il caso Lusi, che ha sottratto non alla Margherita ma a noi cittadini milioni di euro di rimborsi elettorali ed ora il caso Calearo. Il soggetto politico in questione s’è reso celebre per un’intervista rilasciata alla trasmissione radio La Zanzara, Radio2, in cui  si vantava di immatricolare la Porsche in Slovacchia per nasconderla  al fisco. Proponeva come soluzione alla crisi gli scontrini con il Gratta & Vinci e  nel mezzo della furia anticasta invocava un’ennesima Agenzia Pubblica da lui ovviamente diretta.


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100 euro in 60 secondi!

Non è per nulla vero che in Italia non si guadagna. Dipende, come per tutto, dal lavoro che si fa. Ad esempio, ci sono lavori che vengono pagati 100 euro al minuto, e per farli non bisogna essere particolarmente intelligenti, preparati, pieni di meriti. Basta essere politici, come racconta Raffaele Niri su Repubblica di oggi:

MERCOLEDÌ scorso, a Genova, c’era un bel sole primaverile. Così il consigliere comunale Aldo Praticò, del Pdl, si è presentato alla seduta della commissione alle 14.48 e ne è uscito alle 14.49, un minuto dopo. Senza neppure togliersi il casco della moto, per fare più in fretta. Per quel minuto di lavoro – ha risposto «presente» alla domanda «Praticò?» — riceverà a fine mese 97 euro e 61 centesimi.


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Così va in Italia…

I drammatici eventi che hanno portato al naufragio della nave da crociera Concordia sono lo spunto per il post di oggi e di come le cose (ahinoi) vanno nel nostro Paese. La spacconata, spericolata e maldestra manovra, del comandante lungo la costa dell’isola del Giglio, hanno provocato vittime e danni per milioni di euro. Eppure il comandante Schettino, accusato non solo di aver causato l’incidente, ma anche di aver vigliaccamente abbandonato la nave prima dei passeggeri, non era li per caso: non diventi comandante dell’ammiraglia di una flotta di navi da crociera extralusso per caso o per capacità. Qui la dirigenza di Costa crociere le sue responsabilità ce l’ha, un inetto come Schettino era probabilmente piú addomesticabile rispetto a qualche ex-ammiraglio della Marina. La telefonata con cui il comandante guardacoste di Livorno, De Falco, ordina a Schettino di comportarsi come un vero comandante e soprattutto un vero uomo, è l’altro lato di questa vicenda e, per nostra fortuna, dell’Italia.


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