Lo spot autocelebrativo, noioso, inutile, pacchiano, vanesio realizzato dalla Regione Lombardia per promuovere il nuovo canale su YouTube del presidente Formigoni è, probabilmente, il flop più epico degli ultimi anni.
Ma non è il solo! Con l’occasione vi riproponiamo una serie di spot in cui politici di destra e sinistra si cimentano nell’autocelebrazione con risultati disastrosi. Da quello di Rutelli, della Gelmini e senza dimenticarci dell’insuperabile Silvio! Buon “divertimento”.
Anche il direttissimo alla fine sarà cacciato! Martedì prossimo il CDA straordinario della RAI ufficializzerà la sua dipartita professionale. Parliamo di Augusto Minzolini, ex direttore del TG1, insediatosi per volontà del Cavaliere ed autore del peggior TG1 che memoria d’uomo ricordi. A lui si deve il neologismo di “minzolinismo” inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte» e sinonimo di giornalismo servile. I recenti eventi (rinvio a giudizio per peculato) hanno costretto il direttore generale della RAI Lei a prendere questa (triste immaginiamo) decisione. Famoso per i suoi editoriali pro-Silvio e le sue censure sulle cosiddette notizie di “gossip”, hanno fatto di Minzolini il giornalista più schierato (in modo spesso imbarazzante) della RAI. Con lui escono di scena servi e serve che avevano trasformato la redazione, del telegiornale della rete ammiraglia RAI, in una sorta di organo di propaganda del Governo Berlusconi. Al suo posto (temporaneamente) ci sarà Alberto Maccari. Non aspettiamoci grossi stravolgimenti: rimaniamo sempre nell’orbita PDL, ma uno spiraglio di luce s’è finalmente rivelato nella redazione del TG1.
Prendo a prestito una delle hashtag più famose di questi ultimi giorni per affrontare il tema del “day after”. La situazione economica (ma non solo) che ci lascia il Governo B. è sconfortante. Ci vorranno anni prima che questo Paese, distrutto innanzitutto nei valori e nell’etica, possa ricominciare ad essere il modello che aveva ispirato e sostenuto la nascita dell’Europa moderna. Il debito accumulato in ogni compartimento è altissimo. A tutti (si, stavolta a tutti!) sarà chiesto di fare sacrifici! Recuperando credibilità potremo tornare a contare in Europa e nel Mondo. I proclami, la cui origine è quella di un altro ventennio che i nostri padri e madri hanno dovuto sopportare, sono finalmente finiti. In questo articolo apparso su ilquotidianoweb.it a firma di Franco Cimino ben riassume il berlusconismo e tutto quello che ne è derivato.
Una vita politica vissuta ad personam, 19 anni di umiliazioni per il Paese. Pubblichiamo l’elenco delle leggi “Ad Personam” volute da Silvio Berlusconi.
“Il Rendiconto passa con 321 astensioni. La maggioranza assoluta a Montecitorio è di 316 deputati. Le opposizioni garantiscono numero legale ma non partecipano.”
Centinaia di persone in fila dall’alba del giorno prima per acquistare l’ultimo modello di smartphone, lotte senza quartiere per l’apertura di un nuovo centro commerciale con offerte mozzafiato. Poi c’è Berlusconi che parla di alberghi pieni e voli prenotati per località esotiche. I ristoranti, poi, non sanno più come gestire una clientela sempre più numerosa che s’accalca per entrare. Per i più stolti questo non sembrerebbe un Paese in crisi, per Berlusconi sono tutti benestanti e probabilmente i problemi ce li hanno gli altri…noi no!
Le notizie che giungono anche oggi dalle borse europee non sono confortanti. In queste ore gli addetti ai lavori lo definiscono “profondo rosso”. Il differenziale tra BTP e BUND oramai avanza di record in record. Il significato è uno solo: non siamo più un Paese credibile, a prescindere da quello che facciamo. I titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) perdono al confronto con quelli tedeschi (Bund) e il grafico qui sotto vi può dare l’idea del trend. Questo è l’indice della salute finanziaria dell’Italia, della credibilità a confronto con la Germania. La BCE risponde acquistando titoli di Stato italiani e spagnoli, ma la mossa non sembra al momento produrre effetti sui titoli italiani. Sul fronte politico il presidente Silvio Berlusconi, del quale in tanti chiedono le dimissioni, lunedì affermava che questa tempesta non dipende da lui. I più catastrofisti (o realisti, dipende dai punti di vista) indicano la giornata di oggi come quella di non ritorno. La nostra situazione economica è prossima al fuori controllo. Solamente l’imprenditore più bravo degli ultimi 150 anni poteva credere che la chiusura della Borsa di Milano con il segno positivo nel giorno della lettera alla BCE era indice di fiducia dei mercati. In realtà era solo l’ennesima mossa speculativa operata sul nostro mercato dai soliti noti che solo Berlusconi e Tremonti sembrano non conoscere. Che cosa fare? Cosa c’è da salvare?
Comunque vada, la lettera che il nostro Governo si appresta a consegnare alle Ue, un pregio ce l’ha: quello di aver finalmente, messo nero su bianco le attività di rilancio e ristrutturazione economica concepite da Tremonti & Co. Se fossimo in un film avrei pronto un finale spettacolare. Al momento della lettura, uno stupito (ma non troppo) Herman van Rompuy troverebbe un foglio bianco. Perché sostenitori o meno, tutti dovremmo riconoscere che questo è un Governo, in tre anni di assoluta maggioranza, ha fatto poco o nulla per tutelare i propri cittadini dalla crisi globale. Qualunque sarà il contenuto della lettera d’intenti (in pensione a 67 anni, licenziamento facile per crisi, ecc…) la sostanza non cambierà.
La Merkel e Sarkozy che si guardano e scoppiano a ridere: la summa di quello che è successo oggi a Bruxelles. ”Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?”. A questa domanda, la reazione ilare di Merkel, Sarkozy e di tutta la stampa presente. Poi la risposta del presidente francese: “Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche”.
L’errore commesso da Gheddafi è stato quello in cui cadono quasi tutti i dittatori di questo mondo: l’essere rimasto sempre uguale a se stesso. Magari se fosse stato più accondiscendente oggi sarebbe ancora al suo posto circondato dalle valchirie. Invece, da un giorno all’altro, s’è ritrovato da grande statista e liberatore dell’Africa (i capi di stato dei vari Paesi europei cosí ce l’hanno presentato) a sanguinario stragista colpevole di immonde pulizie etniche. In realtà Gheddafi è sempre stato un dittatore egocentrico tradito proprio dai suoi amici più “cari”, gli stessi che fino a qualche mese fa lo consideravano come un simpatizzante democratico, certamente un po bislacco, forse un po troppo “eccentrico” ma alla fine un alleato da tenersi stretto e con cui fare affari. Già gli affari ed è così che Muammar s’è ritrovato sotto le bombe sganciate da quelli che fino a ieri gli baciavano la mano…in segno di amicizia s’intende. Allora ripercorriamo in un album fotografico pieno di belle facce sorridenti e tante strette di mano i momenti piú “felici” in cui lui, dittatore tra gli esportatori di democrazia, si beava di cotanta fama. Ah, quanti bei ricordi…