Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato la seguente e-mail ai dipendenti Apple per informarli che l’ex CEO e co-fondatore Steve Jobs è morto.


Team,

Ho una notizia molto triste da condividere con tutti voi. Steve è morto oggi.

Apple ha perso un visionario e genio creativo, e il mondo ha perso un essere umano straordinario. Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Steve hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve si lascia alle spalle una società che solo lui avrebbe potuto realizzare, e il suo spirito sarà per sempre il fondamento della Apple.

Abbiamo in programma di celebrare la vita straordinaria di Steve per i dipendenti Apple che si terrà a breve. Se volete condividere i vostri pensieri, ricordi e cordoglio nel frattempo, si può semplicemente inviare una email a


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Chiusi per legge!

Il blog ipnotik.com rischia di chiudere i battenti.
Non per mancanza di volontà o di tempo ma perché il Governo illiberale che è a capo del nostro Paese sta per varare il famigerato DDL intercettazioni. In questi giorni il nostro Parlamento, anziché occuparsi della grave crisi economica che sta mandando sul lastrico migliaia di famiglie e di aziende, si sta occupando dell’ennesima legge ad personam. Se questo DDL dovesse essere approvato così come è stato presentato il blog ipnotik.com chiuderebbe il giorno dopo. Ci spiegano perché gli amministratori di Wikipedia che oggi hanno pubblicato una lettera aperta ai propri lettori e che vi riporto qui sotto.


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Questione di stile!

Probabilmente avrei potuto aggiungere il nome dell’ex azienda di Bill Gates nel post di ieri che trattava dei marchi celebri decaduti ma ho preferito farlo in separata sede anche per via di alcuni interessanti sviluppi che Tom’s Hardware ha riportato in una pubblicazione di un paio di giorni fa.


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Miti nella polvere!

Qualche giorno fa ha destato stupore lo sfogo di Martin Winterkorn, a capo del gruppo Volkswagen, nel bel mezzo del salone dell’auto di Francoforte. Il sessantaquattrenne manager tedesco stava visitando lo stand Hyndai per vedere la nuova i30, la cosiddetta «anti-Golf» coreana. Dopo averla ispezionata fuori e dentro è sbottato verso i suoi e davanti ad una piccola folla che nel frattempo si era radunata. “Perché loro ci riescono?”. Questa è stata la frase che più volte ha ripetuto. E’ il segno che anche i miti scricchiolano e non sempre è solo colpa di una concorrenza sempre più spietata.


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Think Different

Questo post lo dedichiamo ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.


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Detriti!

Nei giorni scorsi s’è parlato molto sui media di un possibile impatto del morente ed incontrollabile satellite UARS sull’Italia. Come i non catastrofisti sapevano, le probabilità di una simile evenienza erano praticamente trascurabili: nell’ordine dello 0,9%. L’episodio è comunque servito a riaccendere il dibattito circa gli innumerevoli residui di satelliti, razzi vettori, borse per gli attrezzi (!) e quant’altro che orbitano sulle nostre teste e che rischiano ogni giorno di caderci addosso. Nel gergo astronomico sono chiamati space debris ovvero spazzatura spaziale. Di quanto questo fenomeno sia potenzialmente pericoloso per la nostra incolumità lo vediamo da alcune statistiche rilevate dal sito web della NASA dedicato alla spazzatura spaziale:


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    Apple: c’è un altro Steve?

    Prima o poi doveva accadere. Forse a causa delle condizioni di salute di Steve Jobs che non lasciavano presagire nulla di buono ecco che in un caldo giorno di Agosto la Apple (la nota casa produttrice di computer, iPhone, iPad e iPod) non ha più il suo fondatore come CEO: Jobs ha ritenuto di defilarsi da impegni così gravosi poichè non più in grado di continuare. La notizia non ha di certo colto di sorpresa coloro che seguono assiduamente le vicende di casa Cupertino (sede Apple). Da tempo gli analisti attendevano questa decisione e difatti il temuto contraccolpo delle azioni Apple a Wall Street non c’é stato. Quindi il post di oggi più alla notizia in se vuole essere un omaggio all’uomo Steve Jobs e a tutto quello che ha rappresentato, non solo per Apple ma per il settore informatico e dell’entertainment (Pixar) negli ultimi 30 anni, dal primo Apple fino all’ultimo Macbook Air: una continua ricerca e sfida sui materiali, i contenuti, la fruibilità. E’ in uscita alla fine di quest’anno una biografia autorizzata che racconta chi è Steve Jobs: “quest’uomo che veste usualmente jeans, un dolcevita nero e scarpe da ginnastica… si dice di Lui che sia un fanatico del lavoro, motiva chi gli sta intorno con entusiasmo, produce un cosiddetto “campo di distorsione della realtà”, appassionato di tecnologia, in grado di gestire con accuratezza ogni decisione, arrogante ed intollerante; in grado di manifestare una calma in stile Zen” (da VolainRete.it). Sono sicuro che Apple, nonostante qualche caduta di stile degli ultimi tempi, saprà proseguire sulla strada dell’innovazione. Per i prossimi due o tre anni saranno poche le conseguenze dell’abbandono del suo fondatore, infatti chi lavora in questo ambiente sa che i nuovi prodotti vengono sviluppati per essere distribuiti in un arco di tempo “a medio termine” e pertanto per i prossimi mesi le strategie della casa di Cupertino rimarranno sostanzialmente invariate. Vedremo in futuro cosa cambierà e soprattutto se, ora che Jobs si è “ridotto” a semplice dipendente, potrà ancora influire su qualche decisione importante.


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    Parliamoci chiaro: l’unico Ministero del Governo Berlusconi che funziona (male) è quello dell’Economia. Tutti gli altri sono sub iudice e quando riescono a ritagliarsi qualche opportunità per proporre leggi, sono boicottati oppure nemmeno presi in considerazione. Uno dei Ministeri peggiori in questo senso è quello dell’Ambiente, presieduto dal (debolissimo) ministro Stefania Prestigiacomo. Già in passato avevamo dato qualche indizio circa l’inefficienza di questo Ministero, in particolare sulla “questione nucleare” dove le preoccupazioni del Ministro in merito si concentravano sul suo futuro elettorale più che sulla sicurezza dell’atomo. L’ultimo schiaffo ricevuto è stato l’abolizione del SISTRI, cioè del sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti. Questo sistema avrebbe permesso di rintracciare (via informatica) tutto il percorso compiuto da un rifiuto speciale fino al suo destinazione ultima: le centrali di smaltimento. Abolendo questo sistema (già di per se fallace) e lasciando solo il registro cartaceo come prova documentale del percorso di un rifiuto, questo nostro Stato ha indirettamente favorito tutta quella serie di attività illecite di smaltimento che nella maggior parte dei casi sono in mano alle cosiddette “ecomafie”. Ma già di per se il sistema SISTRI era non attuabile nelle modalità proposte dal ministero dell’Ambiente. Il perché ce lo spiega Anna Simone, sociologa ambientale, che dalle pagine del suo blog Ecospiragli ne ha seguito la storia passo passo.


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    Apple a tutto consumer!

    Loro, quelli di Apple, sono diventati famosi per lo spot sul nuovo Macintosh del 1984 ispirato a “quel” 1984 di Orwell: il grande fratello comunicatore che tutto vede e controlla. Ora che sono diventati proprio come gli odiati conformisti e monopolisti di quel libro le cose sono parecchio cambiate e la svolta che la casa di Cupertino si è imposta è stata un bel calcio al Think Different e un abbraccio a tutto tondo del mercato consumer . Ve li ricordate i bei tempi dell’anticonformismo quasi anarchico di Apple? Rinfrescatevi la memoria con un spot ormai démodé.


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    “Io volevo credere”

    Da sempre, come molti di voi, sono rimasto affascinato dalla possibilità che il nostro Universo, così grande, potesse ospitare altre forme di vita oltre quelle presenti sul nostro pianeta. Ad oggi tutte le prove che abbiamo a suffragio di questa considerazione sono una manciata di  evocativi filmati che nella maggior parte dei casi mostrano qualche puntino luminoso nel cielo  che è sempre o troppo lontano oppure troppo sfocato. Mai, da che sono al mondo, ho avuto la possibilità diretta od indiretta di avere una prova anche solo più concreta di questa che visitatori di altri mondi ci abbiano effettivamente raggiunti e/o contattati. E dire che il mio motto fino a qualche tempo fa era il medesimo di quello che compariva nel poster dell’ufficio dell’agente Mulder, della serie TV Xfiles: “Io voglio credere!” Proprio come il personaggio di Xfiles alla fine sono diventato dubbioso, poi scettico, ora “non credente”. Non credo più alle cospirazioni governativi, all’Area51 a E.T. e tutti gli altri. Forse perché crescendo si perde un po di quell’innocenza che se da un lato ci faceva un po troppo creduloni dall’altro ci tiene lo sguardo su elementi concreti. Ho fatto qualche ricerca in internet per trovare una serie di considerazioni sul perché gli UFO (intesi come veicoli pilotati da esseri fuori di questo mondo) non esistono? Le risposte (ahimè condivisibili) ce le ha fornite, in modo semplice ma efficace, Bruno Berti nel suo blog.


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