giovedì, 23 febbraio 2012

Cambiano i governi ma non cambia la musica: ai cittadini si chiedeno sacrifici oltremisura e intanto si continuano a sperperare miliardi di euro per inutili operazioni militari o l’acquisto di costosissimi (ed inutili) aerei: come i 131 caccia-bombariedi F-35.

L’acquisto e l’assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all’interno dell’aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l’ennesimo spreco di soldi pubblici. La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l’appalto per la costruzione  dei capannoni dall’inizio del 2011, ha cominciato i lavori. Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall’Italia). Scarse saranno le ricadute occupazionali  sul territorio; al contrario queste risorse saranno  sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.).
Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita  di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.


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Lo spot autocelebrativo, noioso, inutile, pacchiano, vanesio realizzato dalla Regione Lombardia per promuovere il nuovo canale su YouTube del presidente Formigoni è, probabilmente, il flop più epico degli ultimi anni.

Ma non è il solo! Con l’occasione vi riproponiamo una serie di spot in cui politici di destra e sinistra si cimentano nell’autocelebrazione con risultati disastrosi. Da quello di Rutelli, della Gelmini e senza dimenticarci dell’insuperabile Silvio! Buon “divertimento”.


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Dopo la non-recensione (leggetela come punto di partenza) eccovi due chiacchiere a proposito dell’iPhone 4S. Oramai è passato più di un mese da quando ho acceso per la prima volta l’ultimo nato in casa Apple. Vi scrivo alcuni pensieri sulla mia esperienza confidando che potranno tornare utili a chi, dopo aver letto la mia non-recensione, non s’è ancora deciso ad acquistarlo. Iniziamo subito con lo scrivere che l’attuale iPhone 4S in mio possesso in realtà non ha un mese di vita ma molto meno. E’ stato prodotto la settimana scorsa (Week 49) intorno a Mercoledì e mi è stato consegnato da un addetto al Genius Store dell’Apple Store di Roma Est il Venerdì successivo (stessa settimana!!!). Tralasciando i commenti filosofici sullo stato della globalizzazione attuale (un prodotto assemblato in Cina arriva nelle tasche dell’utente finale due giorni dopo) il mio nuovo iPhone 4S mi è stato sostituito perché al precedente, oggetto della non-recensione, s’era guastata la bussola digitale. In pratica segnalava un perenne messaggio di “interferenza magnetica” che non mi consentiva di utilizzare applicazioni tipo Google Maps , bussola, TomTom… La sostituzione è avvenuta in tempi rapidi (il giorno stesso in cui ho scoperto il problema) e la nuova unità (per il momento, sgrat, sgrat) non presenta problemi. Veniamo al dunque: 30 giorni con un iPhone 4S (anzi con due). Molte le impressioni positive e qualcuna negativa che voglio condividere con voi.


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La recensione che state per leggere è stata aggiornata poiché Amazon ha deciso di vendere il suo lettore di ebook direttamente dal nostro Paese ad un prezzo ancora più conveniente rispetto a prima.

Scrivere una recensione sul nuovo KINDLE apparentemente è una passeggiata. Il nuovo ebook reader di Amazon è talmente limitato nell’uso che fondamentalmente fa solo una cosa e in un mondo dove i tablet hanno raggiunto i quad core e la grafica è diventata come quella delle console, ci si chiede se ci sia ancora spazio per un display sostanzialmente in bianco e nero che non fa altro che visualizzare semplice testo o poco più.

La risposta è SI. Assolutamente. Abbiamo acquistato direttamente da Amazon.it il modello entry level destinato al nostro mercato che ora è semplicemente chiamato KINDLE. La spesa è stata di 99 euro iva inclusa. Questo modello è lo stesso che viene venduto sul mercato americano e il prezzo rimane sempre insuperabile anche se nel cambio euro-dollaro ci rimettiamo (stranamente) sempre noi europei.

Per capire quanto bene il KINDLE facciao il proprio lavoro è sufficiente accenderlo e cominciare a leggere un libro: rimane ancora l’oggetto digitale più vicino all’esperienza cartacea che possiate trovare. La qualità del testo riprodotto dalla tecnologia e-ink di ultima generazione è eccellente, il contrasto uguale se non superiore a quello dei cosiddetti paperback (libri economici stampati su carta riciclata) e la lettura è quindi sempre piacevole anche in considerazione del fatto che lo schermo non è retroilluminato e quindi più c’è luce e meglio è. Da questo punto di vista la lettura sotto la luce diretta del sole ha dell’incredibile: massimo contrasto senza alcun riflesso. La maneggevolezza del KINDLE è altrettanto valida, il display è sempre da 6″ e l’unico appunto va alla cornice un po troppo sottile ai lati che vi costringerà a tenere i pollici proprio su una parte dello schermo. Infine la quasi assenza di peso vi sorprenderà.


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Ok…prima che voi, amanti del Flash,  mi saltiate addosso vi invito a valutare il titolo del post di oggi come (ovviamente) provocatorio. Nonostante ciò proverò a spiegare perché, comunque, Adobe Flash ed il suo piccolo mondo chiuso ed antitesi del vero Internet non possono essere il futuro del web (e per alcuni nemmeno HTML5). Qualche giorno fa ha suscitato scalpore (tra i non addetti perché gli altri se lo aspettavano) il comunicato stampa di Adobe che rendeva ufficiale quanto rumors e voci di corridoio sobillavano in Rete, “Adobe ha deciso di interrompere lo sviluppo della versione mobile di Flash (plug-in, NdR) per focalizzarsi su HTML5“. Abbiamo fatto qualche ricerca…


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Eccolo qui, finalmente è arrivato il nuovo iPhone 4S, l’ultimo (ufficialmente) dell’era Jobs. A lui dedicato, (4s = for Steve) è uscito ufficialmente in Italia il 28 Ottobre 2011, abbiamo avuto la possibilità di poterlo ricevere ad una settimana di distanza perché, stavolta, non avevamo voglia di metterci in fila per il DAYONE. Qui troverete una serie di pensieri e non una recensione. Daremo risposta alla domada da 1 milione di euro: “Ne vale la pena?”.


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Non sono un buono nel senso letterale del termine. In me i sentimenti di odio e di vendetta a volte hanno la meglio. Dinanzi alla morte, quando mi ha colpito negli affetti, mi ha sfiorato nei momenti difficili ho sempre avuto un senso di smarrimento, di claustrofobico vuoto. Non mi posso considerare un uomo che ha una fede perché non credo che ci sia lassù un dio amorevole e misericordioso per alcuni, spietato e vendicatore per altri. “Lavoriamo nel buio, facciamo quello che possiamo per combattere il male che altrimenti ci distruggerebbe; ma se il fato di un uomo è nel suo carattere questa lotta non è una scelta, ma una vocazione; eppure a volte il peso di questo fardello ci fa vacillare, apre una breccia tra le fragili mura della nostra mente, permettendo ai mostri che l’assediano di entrarvi. E così ci ritroviamo a contemplare l’abisso, il volto ghignante della Pazzia!” Ciò che guida la mia esistenza sono sentimenti universali che vanno al di la di qualunque fede ed in cui il rispetto per la vita, in qualunque forma essa sia, ha il senso dell’assoluto. Forse è questo quel che si lascia, il rispetto guadagnato da chi ci ha conosciuto che non sarà molto ma se servirà anche ad un solo uomo o donna avrà raggiunto lo scopo. Perché vivrà oltre.


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Il CEO di Apple, Tim Cook, ha inviato la seguente e-mail ai dipendenti Apple per informarli che l’ex CEO e co-fondatore Steve Jobs è morto.


Team,

Ho una notizia molto triste da condividere con tutti voi. Steve è morto oggi.

Apple ha perso un visionario e genio creativo, e il mondo ha perso un essere umano straordinario. Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Steve hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve si lascia alle spalle una società che solo lui avrebbe potuto realizzare, e il suo spirito sarà per sempre il fondamento della Apple.

Abbiamo in programma di celebrare la vita straordinaria di Steve per i dipendenti Apple che si terrà a breve. Se volete condividere i vostri pensieri, ricordi e cordoglio nel frattempo, si può semplicemente inviare una email a


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Il blog ipnotik.com rischia di chiudere i battenti.
Non per mancanza di volontà o di tempo ma perché il Governo illiberale che è a capo del nostro Paese sta per varare il famigerato DDL intercettazioni. In questi giorni il nostro Parlamento, anziché occuparsi della grave crisi economica che sta mandando sul lastrico migliaia di famiglie e di aziende, si sta occupando dell’ennesima legge ad personam. Se questo DDL dovesse essere approvato così come è stato presentato il blog ipnotik.com chiuderebbe il giorno dopo. Ci spiegano perché gli amministratori di Wikipedia che oggi hanno pubblicato una lettera aperta ai propri lettori e che vi riporto qui sotto.


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Probabilmente avrei potuto aggiungere il nome dell’ex azienda di Bill Gates nel post di ieri che trattava dei marchi celebri decaduti ma ho preferito farlo in separata sede anche per via di alcuni interessanti sviluppi che Tom’s Hardware ha riportato in una pubblicazione di un paio di giorni fa.


continua


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