giovedì, 23 febbraio 2012

Un piccolo-grande scempio ambientale si sta consumando a Rieti tra la solita indifferenza generale (ah reatini dove siete?). La trentennale siepe che separa i due sensi di marcia di Viale Matteucci è in corso di rimozione. L’ordinanza dell’Agosto scorso prevede che una splendida colata di cemento la sostituisca. Per il Comune (nell’ideatore assessore Fabbro) si tratta di una “messa in sicurezza” della viabilità. Per tutti noi l’ennesimo ed inutile atto di prepotenza di un’amministrazione al declino. Difatti, l’unico pericolo che la siepe costituiva, era a causa dell’inefficienza del servizio di manutenzione che la lasciava crescere in modo da rendere precaria la visibilità dei pedoni da parte delle auto. Ma l’assessore Fabbro ha pensato bene che per curare il mal di testa fosse inevitabile la decapitazione!

Viale Matteucci, oggi.

Al danno ambientale e alla dimostrazione che al Comune di Rieti il verde lo odiano in parecchi, c’è anche la spesa economica quantificata in oltre 100.000 euro. Indovinate chi pagherà? Esatto, i cittadini. Il candidato sindaco di Rieti, Petrangeli (SEL), sbotta: «Con la solita arroganza e senza nessun coinvolgimento della cittadinanza è stato deciso di recidere alla radice siepi che garantivano un po’ di verde e di paesaggio naturale in una via cittadina ad alta percorrenza. È ora di cambiare, i reatini meritano di più, meritano una città ed un’amministrazione diverse e migliori, che abbiano a cuore l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Questa iniziativa – conclude l’esponente di Sel – fa il paio con le decine di alberi abbattuti dopo la nevicata delle scorse settimane. Anche in quel caso senza alcuna motivazione».

Come per la nevicata del 4 Febbraio che ha certificato l’inadeguatezza dei “piani d’emergenza” del Comune, dopo il mancato adeguamento dell’illuminazione di Città Giardino, ecco l’ennesima beffa. All’assessore Fabbro però vogliamo mostrare la foto qui sotto che testimonia l’incuria in cui solo qualche mese fa si trovava Viale Matteucci. Sul lato pedonale destro (per chi guarda verso Roma) una vera e propria foresta di erbacce impediva, questa si altro che siepe, il passaggio delle persone. Costrette a camminare lungo il bordo della strada molte di loro hanno rischiato di essere investite. “Assessore Fabbro se la siepe è pericolosa perché un’area pedonale può stare così per mesi?”

L’incuria in cui, per settimane, si trovava Viale Matteucci solamente qualche mese fa…altro che siepe pericolosa!

Come cittadino mi sento indignato ed offeso da questa continua prepotenza ed ignoranza dell’amministrazione comunale che prosegue, scientemente, nell’opera di demolizione e dequalifica della nostra città. E’ ora di dire BASTA.







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Questa classe politica vive su un altro pianeta. Ce lo hanno confermato nel post-Berlusconi il PD – PDL – TERZO POLO che oramai sono “una faccia, una razza”. Non contenti dello sfacelo in cui c’hanno portato un Governo di mignotte e barzellette ed un’opposizione abulica ed incapace ecco che, con la solita faccia di bronzo (per non dire peggio), si sono presentanti sindaco Alemanno in testa e tutti gli altri dietro, alla porta del governo Monti per il riconoscimento ufficiale della candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020. Evidentemente abituati a fare di tutto pur di ottenere appalti e sovvenzioni milionarie da spartirsi (vedi Città dello Sport in quel di Tor Vergata / Roma) questi cialtroni, in spregio della situazione economica drammatica, c’hanno riprovato…ma stavolta gli è andata male. Eppure sarebbe bastato ascoltare i cittadini (che li prenderebbero volentieri a pedate), per rendersi conto dell’assurdità di una richiesta simile.


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Due cinesi, Shi Son Bin, 29 anni, morto domenica pomeriggio nel sottoscala di un residence in cui era stato improvvisato un laboratorio clandestino di confezioni, e Li Huafeng, deceduta sul marciapiede antistante l’azienda in cui lavorava, si sono ammazzati di lavoro.

E’ l’ipotesi degli inquirenti di Prato che stanno indagando sui due casi, stranamente così simili e così ravvicinati nel tempo. Ci si sta chiedendo se per reggere gli estenuanti ritmi di lavoro le due vittime non avessero assunto sostanze dopanti stupefacienti, come anfetamine, ad esempio. Sostanze che li avrebbero portati alla morte. Ma i risultati delle autopsie saranno resi noti solo tra 30-60 giorni.


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Se non fosse per la data (18 Dicembre 2010) il post che scrissi sulla città di Rieti, messa in ginocchio dalla neve, l’avrei potuto tranquillamente ripubblicare per questa occasione senza apportare alcuna modifica:  nonostante siano passati più di due anni nulla è cambiato, dalle parti del Comune, per fronteggiare questo tipo di eventi. Del resto l’amministrazione della nostra città è ancora quella del sindaco Emili e quindi perché stupirsi? L’abbondante e ampiamente prevista nevicata di venerdì, ha dimostrato che dalle parti del Comune la disorganizzazione è una costante. Ma si sa: a Rieti quando si tratta di organizzare e spendere migliaia di euro per feste e sagre c’è sempre la fila tra i politici, ma quando si tratta di intervenire rapidamente, per scongiurare situazioni che potrebbero creare problemi ai cittadini…chi li ha visti?


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Sono passate due settimane dalla tragedia della Costa Concordia e, dopo i morti, adesso rischiamo un disastro ambientale. Cosa fa il Governo? Prima promette misure di sicurezza per regolamentare il traffico e ora, invece, si parla di semplici “accordi volontari” con le compagnie.


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Chiedono rispetto, di essere ascoltati, di essere compresi. Vogliono l’aiuto del Governo senza se e senza ma. Sono gli autotrasportatori (padroncini soprattutto) che si sono uniti nel movimento partito dalla Sicilia e che si è esteso in tutto il Paese. Ma agiscono così: chi non è d’accordo rischia la vita. Sono preoccupanti segnali di inciviltà in uno Stato democratico nel cuore d’Europa.


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I drammatici eventi che hanno portato al naufragio della nave da crociera Concordia sono lo spunto per il post di oggi e di come le cose (ahinoi) vanno nel nostro Paese. La spacconata, spericolata e maldestra manovra, del comandante lungo la costa dell’isola del Giglio, hanno provocato vittime e danni per milioni di euro. Eppure il comandante Schettino, accusato non solo di aver causato l’incidente, ma anche di aver vigliaccamente abbandonato la nave prima dei passeggeri, non era li per caso: non diventi comandante dell’ammiraglia di una flotta di navi da crociera extralusso per caso o per capacità. Qui la dirigenza di Costa crociere le sue responsabilità ce l’ha, un inetto come Schettino era probabilmente piú addomesticabile rispetto a qualche ex-ammiraglio della Marina. La telefonata con cui il comandante guardacoste di Livorno, De Falco, ordina a Schettino di comportarsi come un vero comandante e soprattutto un vero uomo, è l’altro lato di questa vicenda e, per nostra fortuna, dell’Italia.


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Sono il terrore di ogni Governo, da loro dipende l’andamento delle Borse, da loro dipendono i nostri risparmi. Chi sono questi potenti che condizionano governi, sentenziano la morte degli esecutivi, garantiscono l’affidabilità di un Paese? Sono società che realizzano ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni. Di ieri la notizia che Francia, Italia, Austria e Spagna sono state “declassate” con il conseguente crollo delle Borse e milioni di euro “bruciati”. Ma cosa vuol dire affidabilità? Declassazione? Rating?


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Premessa: l’odio culturale, sociale e politico che c’è stato in Italia durante gli anni ’70 l’ho sempre condannato e ritenuto un momento buio per tutti. Morire per un ideale politico giusto o sbagliato in un Paese come l’Italia, ancora oggi, mi da i brividi. La classe politica di allora come quella di oggi non ha mai valso alcun sacrificio o atto di violenza: molti giovani sono morti per nulla e molte famiglie continuano a soffrire per questo.


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Ogni tanto questo blog si occupa anche di notizie ed avvenimenti della realtà locale in cui il bloggher Ipnotik risiede e purtroppo spesso per questioni che non depongono a favore della città di Rieti anzi, per essere più precisi, di chi l’amministra. Molti di voi oramai non se lo ricorderanno più, altri probabilmente non lo hanno mai saputo ma, calendario alla mano, è passato quasi un anno da quando, con la consueta enfasi della politica d’accatto (dei voti) su giornali e siti web locali,  il 7 Aprile del 2011, il comune di Rieti, in collaborazione con la Regione annunciava che il quartiere Città Giardino in Rieti avrebbe goduto di una nuova e straordinaria illuminazione stradale: addirittura con tecnologia a LED!

L’Assessore ai Lavori Pubblici della città di Rieti dichiarava: «Questi interventi [illuminazione pubblica al borgo e Città Giardino n.d.r] che andremo ad iniziare nel corso della prossima settimana, sono stati resi possibili attraverso i finanziamenti ottenuti grazie all’impegno del Consigliere regionale Antonio Cicchetti, fermo restando che non posso anche stavolta che essere soddisfatto e ringraziare l’intero personale del VI Settore del Comune di Rieti per il lavoro che sta svolgendo».


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