Così va in Italia…
Pubblicato il 18 gen, 2012 in Ambiente, Blog, Politica, Sociale | 0 comments
I drammatici eventi che hanno portato al naufragio della nave da crociera Concordia sono lo spunto per il post di oggi e di come le cose (ahinoi) vanno nel nostro Paese. La spacconata, spericolata e maldestra manovra, del comandante lungo la costa dell’isola del Giglio, hanno provocato vittime e danni per milioni di euro. Eppure il comandante Schettino, accusato non solo di aver causato l’incidente, ma anche di aver vigliaccamente abbandonato la nave prima dei passeggeri, non era li per caso: non diventi comandante dell’ammiraglia di una flotta di navi da crociera extralusso per caso o per capacità. Qui la dirigenza di Costa crociere le sue responsabilità ce l’ha, un inetto come Schettino era probabilmente piú addomesticabile rispetto a qualche ex-ammiraglio della Marina. La telefonata con cui il comandante guardacoste di Livorno, De Falco, ordina a Schettino di comportarsi come un vero comandante e soprattutto un vero uomo, è l’altro lato di questa vicenda e, per nostra fortuna, dell’Italia.
Questi due uomini sono lo specchio piuttosto fedele di come vanno le cose dalle nostre parti. Troviamo persone incompetenti ai vertici di aziende, al comando di navi o aerei, sul lavoro che facciamo tutti i giorni e ci domandiamo come abbiano fatto ad arrivare fin li. Poi ci sono persone “normali” che fanno il loro lavoro con vera passione e competenza e tiriamo un sospiro di sollievo quando prendono in mano situazioni difficili, oramai compromesse anche dall’inadeguatezza degli incapaci raccomandati. Un comandante come Schettino è un uomo da rivista, da magazine per qualche intervista di routine magari da mettere in terza pagina in qualche catalogo che nessuno leggerà. E’ un uomo di facciata, probabilmente simpatico in una partita a carte o mentre a cena degusta un bicchiere di buon Chianti. Ma non è un uomo di mare, capace di gestire le situazioni in cui veramente contano capacità e destrezza. Era al comando della Concordia perché il sistema lavoro del nostro Paese ce l’ha messo. Non sono più le competenze ad avere un ruolo essenziale per piazzare un persona al posto che gli compete, ma sono i ricavi d’immagine che da questa persona si possono ottenere dandogli un “ruolo” da copertina.
Il caso Schettino è lo stato di una Nazione che ha perso il contatto con la realtà, con ciò che veramente conta di più e sacrifica i propri figli come un piccolo pedaggio da pagare in mezzo a tutto questo apparire più che essere. E’ il risultato di un lavaggio del cervello alle giovani generazioni perpetrato da anni di televisione in un mare di conflitti d’interesse, da giornalisti reggi-microfoni che non fanno più domande, da politici acchiappa voti che si beano di aver raccomandato l’amico dell’amico senza nemmeno sapere se quest’ultimo sarà in grado di ricoprire con capacità l’incarico.
De Falco (Comandante capitaneria Livorno) – Schettino (Comandante Concordia)
Non contano più le referenze (quelle serie) ma le conoscenze (quelle altolocate). Sempre di più, sempre a discapito di chi invece potrebbe essere, anzi è, più competente. Fino a qualche anno fa un raccomandato era probabile che il lavoro lo sapesse anche svolgere, ora non ci si preoccupa più nemmeno di questo. E’ il mercato dei favori, degli interessi personali sopra tutto e tutti. Oltre le più elementari regole morali. Se ci troviamo in questa situazione la colpa è un po di tutti e non dovremmo sorridere del trattamento fantozziano riservato da De Falco a Schettino o pensare che in fondo gli ha “detto male”. Dovremmo riflettere su un modo di pensare che oramai sta lentamente ed inesorabilmente strangolando ciò che di buono fanno quelle sempre meno numerose persone che con competenze e dedizione tutti i giorni “disinnescano” le bombe (morali e sociali) che i vari Schettino piazzano in giro per l’Italia. Senza dimenticare che oramai l’incompetenza nel lavoro,non solo da noi, rende tutto piú precario e difficile.
![]()


