giovedì, 23 febbraio 2012

Non vi indignate più! (perché?)

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Premessa: l’odio culturale, sociale e politico che c’è stato in Italia durante gli anni ’70 l’ho sempre condannato e ritenuto un momento buio per tutti. Morire per un ideale politico giusto o sbagliato in un Paese come l’Italia, ancora oggi, mi da i brividi. La classe politica di allora come quella di oggi non ha mai valso alcun sacrificio o atto di violenza: molti giovani sono morti per nulla e molte famiglie continuano a soffrire per questo.

Mi stupisco, già ancora mi accade, che notizie come quella di oggi trovino spazio solo per un twitter o due righe su un quotidiano online. Eppure accade che nel 2012, nella capitale d’Italia, avvengano commemorazioni in pure stile fascista come quella svoltasi oggi al Tuscolano (quartiere di Roma).

 

Andiamo con ordine. Per ricordare la “strage” di Acca Larentia avvenuta il 7 Gennaio 1978 di tre giovani estremisti di destra, tre settimane fa è stata posta una targa (che vedete qui sotto in foto) che rende onore ai “camerata caduti uccisi dall’odio comunista e dai servi dello Stato”.

La lapide della vergogna

Nell’indifferenza generale stamane, alla presenza dell’ormai ex (grazie al cielo) Ministro della Gioventù Giorgia Meloni e rappresentanti* del Comune di Roma, è stata deposta una corona d’alloro sotto la nuova lapide: senza che nessuno tra i partecipanti (incluse alcune forze dell’ordine) rilevasse alcunché di particolare. Personalmente mi vengono in mente almeno tre possibili reati: apologia di fascismo, odio razziale e vilipendio dello Stato.

Il servizio del TG3 Lazio sulla commemorazione

Carlo Giannotta, leader dei giovani della sede autonoma di Acca Larentia dice: “abbiamo ritenuto doveroso, nei confronti di chi è morto per difenderci, specificare l’ideologia degli assassini, vogliamo ricordare ad Alemanno che le targhe commemorative che vengono affisse in giro per Roma non raccontano la verità; e la verità è che ragazzi come Miki Mantakas e Cecchin sono stati assassinati dai comunisti”. Non indignarsi per fatti del genere o dichiarazioni simili, è preoccupante e dimostra lo stato d’assedio alla legalità che vige da qualche anno nella capitala d’Italia, ostaggio di questi individui con il silenzio delle autorità. Il sindaco di Roma, la cui militanza tra i giovani di estrema destra è nota, anziché mandare rappresentanti in sua vece, dovrebbe quanto meno esprimere un certo “malessere” per un città che è diventata un covo di intolleranza e delinquenza anche avallando scritte che istigano alla violenza. Da quando c’è lui, che alle elezioni di sindaco prometteva una Roma multietnica, episodi simili (alla lapide fascista) sono non solo aumentati ma tranquillamente tollerati . Il Corriere delle Sera, per rimanere in tema, ci ricorda che solo lo scorso anno, per le medesime “celebrazioni” si rischiarono incidenti dopo che un gruppo di circa 300 giovani di destra aveva fatto il saluto romano davanti alla ex sede dell’Msi in via Acca Larentia.

Perché non vi indignate più?



*Presenti l’assessore ai Lavori Pubblici e alle Periferie, Fabrizio Ghera, il presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, il presidente della Commissione Ambiente, Andrea De Priamo.






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