Predicare bene, razzolare male!
Pubblicato il 2 gen, 2012 in Blog, Politica, Sociale, Tecnologia | 1 comment
Cambiano i governi ma non cambia la musica: ai cittadini si chiedeno sacrifici oltremisura e intanto si continuano a sperperare miliardi di euro per inutili operazioni militari o l’acquisto di costosissimi (ed inutili) aerei: come i 131 caccia-bombariedi F-35.
L’acquisto e l’assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all’interno dell’aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l’ennesimo spreco di soldi pubblici. La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l’appalto per la costruzione dei capannoni dall’inizio del 2011, ha cominciato i lavori. Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall’Italia). Scarse saranno le ricadute occupazionali sul territorio; al contrario queste risorse saranno sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.).
Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.
Click QUI per la scheda tecnica (Wikipedia)
La storia dei 131 caccia comincia quando il Ministro dell’Interno La Russa depositò in Parlamento un “Atto di Governo” con il quale chiedeva il parere per comprare dalla Lockheed Martin Aeronautics 131 cacciabombardieri F-35 . Gli F-35 sono aerei progettati per colpire “fulmineamente” gli obbiettivi avversari sfuggendo alle intercettazioni dei radar nemici. E possono essere impiegati “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri altamente sensibili come quelli urbani”. Non sono, quindi, “armi da difesa”. Sono aerei attrezzati per portare morte e distruzione a persone e cose. Gli F 35 sono apparecchi realizzati su progetti e ricerche – esclusivamente – angloamericane. L’Italia, pertanto, con questa operazione non entra affatto nel ristretto club delle superpotenze che dispongono delle più moderne tecnologie e dei più avanzati livelli di ricerca. Gli F-35 vengono costruiti - unicamente – negli Stati Uniti. In Italia, a Cameri, non verrebbe costruito neppure un cacciabombardiere F 35: ma verrebbero “assemblati” – solamente - quelli acquistati da Italia ed Olanda. Cameri, l’Ovest Ticino, la provincia di Novara, quindi, non ne trarrebbero particolari vantaggi occupazionali: poche, infatti, le persone necessarie per gli assemblaggi. Tanto meno ne recherebbe all’Italia la cosiddetta “spinta occupazionale” che dovrebbe derivarne. Il documento, infatti, non dice in quali Comuni creerebbe nuovi posti di lavoro, nè quali sarebbero le produzioni e quale la loro relazione con gli assemblaggi di Cameri.
L’acquisto di 131 F-35 costerebbe allo Stato italiano – a noi cittadini – dai venticinquemila ai trentamila miliardi delle vecchie lire (costi 2008).
Al Governo Monti ed al Ministro preposto, che non perdono occasione per sottolineare la necessità del contenimento della spesa a causa delle condizioni disastrose del debito pubblico e del bilancio, chiediamo di annullare l’acquisto di questi aerei. In questo momento di grave crisi economica e di emergenza decidere di utilizzare decine di migliaia di miliardi per acquistare aerei è una scelta socialmente e civilmente inaccettabile. L’alternativa al non risparmio non sono l’acquisto di strumenti di morte e di distruzione ma gli investimenti:
per sostenere le piccole e medie industrie e le aziende artigianali, i senza lavoro, i pensionati, per far fronte ai bisogni della giustizia, della scuola, dell’università, della ricerca, per avviare a soluzione i problemi causati dal dissesto idrogeologico e dall’inquinamento.
Non solo. Chi sa di acquisti di aerei afferma, documentando, che tra il prezzo iniziale di progetto e quello finale di vendita vi è una lievitazione impressionante. Tanto è vero che il costo di un F 35 che in sede di progetto era di 31,5 milioni di euro è già triplicato. Il che significa che altre decine di migliaia di miliardi verrebbero sottratte ai bisogni dei senza lavoro, delle famiglie, allo sviluppo ed all’ammodernamento del Paese. Per queste ragioni e nella convinzione che la Pace sia un valore assoluto e che senza pace non c’è progresso, chiediamo al Governo italiano di non decidere l’acquisto di 131 F-35. (Fonte)
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Abbiamo 13 miliardi di euro e possiamo decidere di spenderli in 2 modi:
1) comprare 131 caccia, dando lavoro a mille persone, per poi spendere una cifra non quantificata per la manutenzione e il loro utilizzo in missioni all’estero o semplicemente per non farli arrugginire
2) dare un sussidio di disoccupazione da mille euro a centomila persone per i prossimi 10 anni, che a loro volta li spenderanno in Italia facendo girare l’economia