Persona dell’anno 2011
Pubblicato da Ipnotik il 29 dic, 2011 su Blog, Sociale | 0 commenti
A partire da quest’anno il blog Ipnotik.com ha istituito il “riconoscimento” ad un uomo o una donna che si sono distinti, per i più svariati motivi, nel corso dell’anno. Il Blog ha scelto, per il 2011, l’imprenditore Giovanni Schiavon morto suicida lunedì 12 Dicembre.
La sua storia, emblematica della drammatica situazione in cui viviamo in questi mesi, più d’ogni altra c’ha colpito fortemente. A lui abbiamo deciso di dedicare questo riconoscimento.
“Scusate, non ce la faccio più”. Queste le parole che chiudono il biglietto di addio di Giovanni Schiavon, il secondo imprenditore edile che, nell’arco dell’ultimo mese, dopo il caso del titolare di un’azienda di Borgoricco, ha deciso di togliersi la vita a causa dei problemi economici della propria attività.
L’uomo, 59 anni, sposato e padre di due figli, era titolare da 25 anni della EuroStrade 90 snc in via Andreon a Peraga di Vigonza. Molto conosciuto nel padovano per la sua serietà, la sua ditta edile era apprezzata per l’affidabilità e precisione nella realizzazione dei lavori di asfaltatura e scavi fognari. Opere spesso connesse ad appalti pubblici. Schiavon si è sparato in testa oggi, lunedì 12 dicembre. A trovarlo, già esanime nel suo ufficio, una dipendente. Accanto, il breve biglietto di spiegazioni indirizzato alla famiglia.
All’origine del gesto estremo ci sarebbe una situazione debitoria pesante dell’azienda. Il meccanismo – come è stato ricostruito dai carabinieri che indagano sulla vicenda – si è inceppato circa un anno fa, quando i pagamenti da parte dei clienti, già in ritardo, si sono fermati. Così era scattata la cassa integrazione per sette dei dipendenti. Schiavon avrebbe cercato inutilmente di riscuotere crediti pare per 200mila euro che vantava e che sperava potessero risollevare le sorti della sua azienda. Le banche gli avrebbero anche chiesto di rientrare dalle linee di finanziamento aperte e, di mese in mese, avrebbe visto slittare in avanti la date dei pagamenti dei lavori fatti anche a favore di Enti locali. Terminate le ultime commesse, sarebbe stato un Natale di cassa integrazione anche per gli altri dipendenti, con i soldi in cassa per pagare stipendi e tredicesime ridotti al lumicino.“ (da PadovaOggi)
Il commento che si può fare a questa triste vicenda è che quest’uomo non è morto solo perché oberato dai debiti, ma perché Enti locali (lo Stato italiano), che in parte erano debitori, hanno bellamente ignorato i continui appelli di Giovanni. Ecco lo Stato che uccide: ormai incapace distinguere i buoni dai cattivi, coloro che lottano ogni giorno per sopravvivere da quelli che invece speculano sui risparmi delle gente. E’ lo Stato che abbandona i cittadini, li disconosce, li punisce con il disinteresse e il silenzio che sa di condanna a morte.
Ritardi indecenti che portano gli imprenditori alla disperazione. E c’è chi come Giovanni Schiavon decide di farla finita: l’imprenditore edile padovano di Eurostrade 90 è morto suicida lunedì scorso per non essere riuscito a riscuotere i 200mila euro che gli avrebbero consentito di salvare l’azienda.
Burocrazia che uccide in queste condizioni. Lo Stato, gli enti locali, le Asl ormai liquidano i loro debiti con ritardi di mesi, la recessione che dimezza la domanda e i piccoli imprenditori hanno la vita rovinata. Nel silenzio generale. Lo stato opprimente e debitore fa morire questa nazione. (Il Fazioso.com)
Giovanni è morto sparandosi un colpo di pistola alla tempia nel suo ufficio. Ha lasciato un biglietto alla moglie e ai due figli, chiedendo perdono. Ma è a lui che dovranno chiedere perdono tutti colori che lo hanno lasciato solo, quelle pubbliche amministrazioni che hanno fatto spallucce nei confronti delle richieste di pagamento per lavori effettuati da mesi. Ai loro familiari dedichiamo questo post e il riconoscimento di persona dell’anno 2011.
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