Ma ne vale la pena?
Pubblicato da Ipnotik il 13 dic, 2011 su Blog, Politica, Sociale | 1 commento
E’ il dubbio che si sta insinuando da qualche tempo tra le mie considerazioni circa la manovra ammazza-lavarotoridipendenti-cittadini che il neo Governo Monti s’appresta a varare tra il consenso della maggioranza. Gli evasori vengono ancora una volta tutelati: il “contratto” fatto per il rientro di capitali frutto di evasione è legge! Non si può toccare e quindi non si può giuridicamente pensare di tassare tali capitali ulteriormente, parola del sottosegretario all’Economia (“Ballarò” del 13/12/11). I pensionandi possono andare tranquillamente a farsi fottere: per loro le leggi si possono modificare senza problema alcuno e andranno in pensione quando lo deciderà il Governo.Tra tasse sui conti correnti bancari (direi praticamente un anatocismo statale legittimato unilateralmente) , IMU (ex ICI) e accise sulla benzina siamo arrivati ad un prelievo fiscale ai limiti della sopportazione. In un Paese dove la democrazia è temporaneamente sospesa, soprattutto a causa delle merde di politici che finora hanno pensato bene di farsi i cazzi loro e degli amici, la manovra Monti è pura macelleria sociale.

Pagando ancora una volta i soliti noti, come citavo in un post precedente, ci si chiede se, alla fine del massacro, ne uscirà qualcosa di buono. Da cittadino posso solo dire che questa è l’ultima occasione che concederemo allo Stato libero delle banane prima che la pazienza finisca. Alla fine della giostra se saremo sopravvissuti, e finalmente potremo riprendere una “normale” vita democratica, sarà già tanto. Il proverbiale cetriolo di Hans Christian Andersen sta per colpire per l’ultima volta perché credo che la gente perbene sia giunta al limite della sopportazione. Due righe poi sulla Chiesa e l’ICI che lascio alla penna di Donato De Sena e Giornalettismo.
L’ICI ALLA CHIESA - L’elettorato del Pd lo ha capito. E, per questo, scalpita. Ma non solo per questo. Anche se mai esplicitamente i maggiori rappresentanti del centrosinistra ne hanno ultimamente fatto richiesta, alla base di Pd ed alleati sarebbe gradita anche l’eliminazione di un’anomalia che riguarda l’Ici (in realtà, da poco, Imu), la tassa sugli immobili protagonista della manovra e dell’incremento del prelievo fiscale sancito dal nuovo governo. La Chiesa non paga l’imposta sulla casa. Un super sconto sul quale, nonostante le condanne dell’Ue, nessuno ha mai, a destra e a sinistra, deciso con decisione di far cadere quella scure dei tagli ai privilegi che incombe in tempo di emergenza finanziaria. L’anomalia viene evidenziata più fortemente dai ripetuti inviti dei partiti ad accettare sacrifici rivolti ai cittadini. E dalle obiezioni della stessa Chiesa, che nelle parole dei vescovi, fa sapere di aver gradito provvedimenti più equi e meno pressanti nei confronti delle persone meno abbienti. L’ esenzione dal pagamento dell’Ici per gli immobili a uso commerciale della Chiesa cattolica, delle altre confessioni religiose e delle organizzazioni senza fini di lucro fu varata nel ’92. Fu bocciata dalla Consulta nel 2004, poi riapparse nel decreto del 2005 sulle infrastrutture, decadde e quindi fu reintrodotta nella Finanziaria dello stesso anno.
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LAVORO: BACCINI, BENE CAMUSSO, PRECARI SIANO PAGATI DI PIU’
(ANSA) – ROMA, 20 DIC – “Condivido il pensiero delLa
segretaria della CGIL, Susanna Camusso, quando sostiene che i
lavoratori precari debbano, in termini di retribuzione oraria
del lavoro, percepire di più rispetto ai lavoratori con
contratto a tempo indeterminato”: lo afferma Mario Baccini,
presidente dei cristiano popolari del PdL.
“Dato il sostanziale azzeramento della crescita del PIL il
lavoro precario diventa necessario per la dinamicità del mercato
del lavoro per la formazione e il ricambio generazionale dei
lavoratori. Non condividendo in toto la realtà del precariato,
che non garantisce quella stabilità necessaria ai giovani, alle
coppie e alle famiglie per progettare un futuro, ma analizzando
la realtà si avvisa la necessità che almeno questa situazione
possa essere bilanciata da un maggior compenso”.
“Per il bene dell’Italia – conclude Baccini – ritengo oggi
più che mai necessario aprire un confronto, non ideologico, con
le parti sociali sui temi del lavoro e dello sviluppo
economico”.
(ANSA).