Le cose che odio di te, Adobe Flash!

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Ok…prima che voi, amanti del Flash,  mi saltiate addosso vi invito a valutare il titolo del post di oggi come (ovviamente) provocatorio. Nonostante ciò proverò a spiegare perché, comunque, Adobe Flash ed il suo piccolo mondo chiuso ed antitesi del vero Internet non possono essere il futuro del web (e per alcuni nemmeno HTML5). Qualche giorno fa ha suscitato scalpore (tra i non addetti perché gli altri se lo aspettavano) il comunicato stampa di Adobe che rendeva ufficiale quanto rumors e voci di corridoio sobillavano in Rete, “Adobe ha deciso di interrompere lo sviluppo della versione mobile di Flash (plug-in, NdR) per focalizzarsi su HTML5“. Abbiamo fatto qualche ricerca…

Fabrizio Degni di SlideToMac ha pubblicato un post in cui spiega che:

Mike Chambers, Product Manager per le relazioni con gli sviluppatori della tecnologia Flash, che suonano come un “mea culpa”, come rivelazioni di una atteggiamento di (in)giustificata superiorità, che forte dell’ampia diffusione del loro formato ha determinato uno scollamento tra le reali performance di un terminale mobile ed i requisiti necessari per l’esecuzione di codice Flash (leggasi “ottimizzazione”) senza contare il matrimonio, mai consumato, con iOS e iDevice.

 

Chambers pone sul tavolo, uno dopo l’altro, tutti i fattori a suo dire hanno condotto a questa decisione:

  • La frammentazione delle piattaforme per i vari sistemi operativi: benchè i sistemi operativi per smartphone siano un numero limitato, il numero ed il tipo di terminali sui quali possono essere installati rasenta l’infinito,  ognuno caratterizzato da un differente mix di caratteristiche hardware (risoluzione, definizione, diagonale display, potenza CPU, potenza GPU) che richiederebbero driver ad-hoc per la corretta implementazione. Non potendo, Flash, modellarsi sul terminale in esecuzione l’unica via di fuga sarebbe stata la disponibilità di drivers espressamente sviluppati per Flash circostanza che, al 13 novembre, non si è mai verificata;
  • Il mancato supporto per iOS: il muro, invalicabile, innalzato da Apple, o meglio Jobs, verso Flash ha limitato in modo fatale la diffusione di Flash, in un mercato dominato dai tablet e dagli iDevices di Cupertino.
  • I fenomeni di battery drain: Flash ha il tocco magico di poter dimezzare la batteria con una rapidità disarmante ed in casa Adobe non sono mai riusciti a porre un freno a questa emorragia, con un quadro clinico che peggiorava in presenza di terminali con display generoso.
Il fallimento, quindi, non è da imputare a Apple o HTML5 ma, testuali parole dell’editor di iDownloadBlog “It didn’t fail because of HTML5. It failed because it sucked.”

La maggior parte di queste considerazioni potrebbero bene adattarsi alla versione desktop del client di Adobe: uso esagerato delle risorse (mitigato in parte dall’ultima versione), niente possibilità di visualizzare il codice sorgente (alla faccia dell’Open Source e di tutto Internet), problemi intrinsechi di sicurezza. Generalmente chi detesta Adobe Flash considera HTML5 come l’unica alternativa a questo player. Noi pensiamo che non sia così e ce lo spiega bene Roberto Beccari sul suo blog.

Dal momento che HTML5 non è ancora definitivo (si parla del 2014), mi chiedo se vale la pena usarlo ora in modo massiccio.

Sono un suo grande sostenitore (di HTML5 e CSS3) e non vedo l’ora di utilizzarlo per i siti/applicazioni che realizzo, quello che però mi preoccupa è che non essendo definitivo, non tutti i produttori lo supportano per intero, la maggior parte di loro ha deciso di supportare la struttura HTML (aside, content, header, footer, ecc.), canvas, video e altre cose del genere ma le “perle” come I nuovi campi di input, le features legate al form sono supportare solo in parte come si descritto in The current state of HTML5 forms.

Questo problema potrebbe generare un boomerang sullo stesso HTML5, anche il W3C frena sul suo utilizzo adesso perchè non essendo definitvo, potrebbe essere visto come un freno allo sviluppo trasversale ai vari browser, ogni produttore pur di dichiararsi HTML5 compatibile, potrebbe inserire personalizzazioni che in versione definitivia potrebbero non essere presenti o cambiate.

Questo hype scatenatosi adesso su HTML5 farebbe sì che al suo rilascio ufficiale, la sua presenza verrebbe snobbata perchè il suo utilizzo potrebbe essere diverso da quello di oggi.

E’ successo per molte tecnologie web che si sono proposte come standard ma grazie al pessimo supporto da parte dei produttori o il troppo interesse, si è persa perchè gli stessi puntavano su tecnologie proprietarie e personalizzazioni non supportate dagli altri, ogni produttore cerca sempre tirate l’acqua al suo mulino.

HTML5 è veramente interessante, il 22 di maggio dovrebbe esserci l’incontro con tutti I produttori per dare vita alla versione definiva, da quella data si lavorarà poi per il rilascio ufficiale.

Come sapete tutti, la troppa attesa rovina le aspettative, continuate con HTML5, ma oggi, prendetelo con le pinze, domani sarà sicuramente (se le linee guida sono queste) la base per molte cose interessanti.

Un convinto assertore di questo nuovo linguaggio di markup è  il bloggher Antonio dei Glue Labs che risulta molto convincente nel descriverci HTML5 come qualcosa di davvero rivoluzionario.

Se qualcuno mi chiedesse di dare 3 attributi che descrivano HTML5 son sicuro direi di getto: semantico, pragmatico ed irriverente.

Sorrido ogni volta quando penso alla storia di HTML5; HTML5 nasce da uno scisma interno del W3C che da vita al WHATWG (Web Hypertext Application Technology Working Group ) che voleva riuscire a creare un linguaggio adatto alle web applications e fosse meno teorico di quanto proposto in seno al W3C.In quel periodo infatti molti dei componenti del W3C non erano contenti della direzione che aveva a quel tempo il Consortium ritenuto troppo teorico e astratto, lontano dalla vita reale e dalle esigenze sia degli utenti sia dei web designer. Quello che oggi chiamiamo HTML5 era inizialmente Web Apps 1.0 e Web Forms 2.0. Mentre il WHATWG creava il draft HTML5 il W3C lavorava all’XHTML 2 e all’ HTML 5 (notare lo spazio!). Nel 2009 il W3C ammise che quanto stava producendo era inconsistente e decretò la fine di XHTML2 e recepì HTML5 come bozza.

Chi ha usato XHTML si troverà sconvolto nel leggere le specifiche di HTML5 vedendo che la sua sintassi è cosi permissiva. Nulla a che vedere con la rigidezza di XHTML nelle sue varie edizioni. HTML5 permette cose come la scrittura dei tag in maiuscolo o la non chiusura dei tag che per XHTML son eresie. Ricordiamo infatti che XHTML nasce proprio per dare uno stile piu rigido alla scrittura del markup e permettere di arginare i danni causati dalla “Guerra dei browser” . In primis anche io ho avuto paura che con HTML5 si tornasse alle eresie che pessimi o improvvisati webdesigner facevano al markup. D’altro canto però c’è da dire che i browser oggi son più maturi e proprio i browser hanno un ruolo decisivo nell’approvazione degli standard in quanto il supporto di determinate funzioni da parte dei browser determinerà poi la creazione di uno standard de facto che col tempo verrà probabilmente recepito dal W3C. I browser, de facto, già permettono un certo lassismo nel markup interpretando in maniera “corretta” imprecisioni semantiche. HTML5 regolarizza questa abitudine dei browser a permettere il rendering corretto di imprecisioni semantiche come, ad esempio la non chiusura di un tag. D’altro canto, HTML5 permetterà la creazione di un proprio stile di scrittura: ogni designer potrà adottare uno stile piu o meno rigido. Sarà possibile d’ora in poi giudicare un designer quindi anche dal suo stile di scrittura.

Da questo si vede il pragmatismo di HTML5: Essere piu sentetici ed eleganti, o logorroici e senza stile sta a noi. Gli strumenti ci sono, basta saperli utilizzare.

Vi lascio con un link ad una pagina di vero odio verso Flash che “simpaticamente” invita tutti alla morte per soppressione dal proprio browser del nefasto plugin. Il nome del sito è Occupy Flash e la cover del post di oggi è presa dall’homepage.







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