L’Ambiente? Non pervenuto!

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In un Paese immerso nel XXI secolo, con una classe dirigente attenta al futuro dei propri figli, un ministero come quello per l’ambiente dovrebbe essere secondo solo a quello per l’economia. Il defunto Governo Berlusconi lo aveva praticamente cancellato. Sono disposto a pagare in contanti chi si ricorda di un’intervista rilasciata dal ministro per l’ambiente Prestigiacomo negli ultimi due anni. Nulla, niet, zero. Dall’incompetenza siamo passati all’assenteismo. Sandro Biagialli blogger  del Quotidiano.net, qualche giorno fa scriveva: “

Genova e le Cinque Terre sott’acqua. Morti e distruzione. E la rabbia dei cittadini per le alluvioni che sono sempre più frequenti e che seminano tragedie. Morti anche al Sud, una vittima anche all’Isola d’Elba. Tanta paura a Torino e lungo tutto il corso del Po. Insomma, ancora una volta, l’Italia è squassata da fiumi in piena, tempeste e mareggiate.

Forse mi sono perso qualcosa: ma in tutti questi giorni voi, amici lettori, avete trovato sui media qualche dichiarazione di cordoglio o di spiegazione per tutto ciò che sta succedendo nel nostro Paese (ma succede tutti gli anni) da parte del ministro dell’Ambiente? A me non sembra, ma mi posso sempre sbagliare.

E allora mi chiedo: ma in questo governo Berlusconi finalmente al tramonto c’è ancora un responsabile del (come recita esattamente l’intestazione) “Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare”? E chi è? Ed è ancora al suo posto o, come ha fatto Gabriella Carlucci, è già passato anch’esso all’Udc?

Il “Resto del Carlino” di poche ore fa mi conferma che il ministro desaparecido dell’Ambiente è ancora Stefania Prestigiacomo e che mercoledì prossimo alle 10,30, sarà a Rimini ad inaugurare “Ecomondo”, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.

Purtroppo credo che questo “andazzo” proseguirà anche con il neo Governo Monti. Proprio di oggi sono le dichiarazioni, in parte ritrattate, di Bruno Clini cioè del nuovo ministro per l’Ambiente. Intervenendo a Un giorno da pecora su Rai Radio2, Clini ha spiegato che “il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Però di base la tecnologia nucleare rimane ancora, a livello globale, una delle tecnologie chiave”. Non è finita, sulla TAV e ponte sullo stretto ha aggiunto:  ”Il ponte sullo stretto di Messina è un’opera di ingegneria bellissima, quello che dobbiamo capire è se nel nostro paese sia un’opera prioritaria”. Sì deciso anche alla TAV.

Cominciamo bene.






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1 Commento

  1. Greenpeace, “il ministro si presenta male”. Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, parla delle dichiarazioni del ministro sul nucleare. “Il nuovo ministro dell’Ambiente si presenta male: a parte ogni considerazione sul declino del nucleare in tutto il mondo” Clini “dovrebbe ricordarsi che su questo tema è appena stato tenuto un referendum che ha bocciato l’ipotesi nucleare a larghissima maggioranza”.
    “Se Clini pensa di riproporre soluzioni vecchie e pericolose, compresi gli Ogm che gli italiani rifiutano quanto il nucleare – conclude il direttore dell’associazione ambientalista – e se continuerà ad ostacolare come ha fatto in questi anni una politica di salvaguardia del clima, confermerà che questo governo ripercorre la stessa ottusa politica del passato”.

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