Chiusi per legge!

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Il blog ipnotik.com rischia di chiudere i battenti.
Non per mancanza di volontà o di tempo ma perché il Governo illiberale che è a capo del nostro Paese sta per varare il famigerato DDL intercettazioni. In questi giorni il nostro Parlamento, anziché occuparsi della grave crisi economica che sta mandando sul lastrico migliaia di famiglie e di aziende, si sta occupando dell’ennesima legge ad personam. Se questo DDL dovesse essere approvato così come è stato presentato il blog ipnotik.com chiuderebbe il giorno dopo. Ci spiegano perché gli amministratori di Wikipedia che oggi hanno pubblicato una lettera aperta ai propri lettori e che vi riporto qui sotto.

 Parliamo del comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dalcomma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»






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1 Commento

  1. Leggo e vi riporto:

    Per il momento i blog sembrano (il dubbio è d’obbligo con questa gentaglia) salvi, ma sicuramente resta lo sdegno e lo schifo per la squallore mostrato dalla nostra classe politica … e più mi guardo intorno e più mi chiedo “veramente stiamo in Italia?”

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